The Italian Dream: Ercolino e Galletto da casa Moto Guzzi

The Italian Dream

Scritto da il 22 Gennaio 2021


Per quelli che, come noi, sono nati nei primi anni degli Anni Cinquanta sono stati una presenza costante. Una consuetudine vedere circolare quei due mezzi sulle malconce strade della metà dei “50” di Lecco e degli adiacenti comuni del suo territorio. Parliamo del Galletto Moto Guzzi creato a Mandello del Lario e il suo corrispondente mezzo da lavoro e trasporto merci, il motocarro Ercolino.

Era il 1952 quando la Guzzi lanciò sul mercato la prima versione del Galletto, per il quale coniò la definizione di “Motoscooter”.
Il motociclo ideato a Mandello univa la protezione di marcia e la comodità di uno scooter alla tenuta di strada di una motocicletta, in quanto era dotato di ruote alte
L’Italia di quegli anni (la Seconda Guerra Mondiale era terminata da una decina di anni), era una fucina d’idee, progetti e realizzazioni di grande successo.
Nel solo campo delle motociclette possiamo ricordare marchi prestigiosi come Piaggio, Gilera, Lambretta, Rumi e moltissimi altri, tutti con idee innovative e con produzioni sia industriali, ma anche con tirature più artigianali.

Il nostro Galletto Guzzi veniva collaudato, prima di essere immesso sul mercato, con diverse ore di guida da parte dei collaudatori della casa di Mandello.
Ricordo alla perfezione quando li si vedeva passare molto concentrati e compìti alla guida. Indossavano una tuta intera di cotone azzurro chiaro (quella che comunemente i lecchesi definivano “Il Toni”), ma avevano un tocco di eleganza distintiva rispetto alla classe operaia dell’epoca, perchè sotto il “Toni” portavano camicia bianca e cravatta.

Erano anche tra i pochissimi ad indossare un casco protettivo. Infatti in quegli anni l’uso del casco non era obbligatorio e per noi ragazzini di allora vedere quei caschetti (molto simili a delle scodelle), che oggigiorno solleverebbe della facile ironia, faceva comunque sognare; immaginavamo i collaudatori della Guzzi, come indomiti e audaci piloti.

Il Galletto classico era di un colore avorio/crema, fu prodotto anche in altre tonalità: rosso Guzzi e persino di un pallido grigio.
Quello che ci piace ricordare è proprio il colore crema con il sedile passeggero rettangolare a bauletto color cuoio e la ruota di scorta davanti alla carenatura anteriore. Un mito!

L’omologo da lavoro del Galletto ribattezzato Ercolino fu presentato nel 1956. Era un motocarro a tre ruote equipaggiato con il motore da 192 CC del Galletto. Il prezzo base alla fine degli Anni Cinquanta andava da 389.000 lire a 489.000 lire per le versioni più costose.
Furono prodotti moltissimi esemplari di Ercolino, un mezzo di lavoro che bene si adattava alle varie esigenze dei clienti. Veniva utilizzato per i trasporti, come mezzo per materiali nei cantieri edili, ma anche per le derrate alimentari dei mercati rionali.
Mezzo di lavoro affidabile, superava con le sue tre ruote difficoltà spesso insormontabili per autoveicoli tradizionali.
In quegli anni della rinascita italiana del “boom economico”, Il Galletto e l’Ercolino, insieme ad altre eccellenze italiane, connotarono l’Italian Dream con dei prodotti lecchesi entrati nella leggenda.

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