Betty Curtis: il legame della "Regina dell'Urlo" con Lecco

Betty Curtis

Scritto da il 28 Gennaio 2021


Cosa legava a Lecco Betty Curtis, la “Regina Dell’Urlo”? Cercheremo di raccontarlo nelle prossime righe che, seppure stringate, narrano vita, successi e aneddoti di un’artista, di una cantante, di una donna che ha caratterizzato un’epoca d’oro nell’ambito musicale italiano.

Betty Curtis, nome d’arte di Roberta Corti, nacque a Milano il 21 marzo 1936, a soli due anni perse il padre Ezio Corti: proveniva da Lecco, più esattamente dal quartiere di Rancio. Sarà la madre Gina, segretaria in una scuola comunale milanese, a crescere Roberta e la sorella Silvana.
Terminata la scuola media Roberta cercò un impiego; dopo avere fatto un corso di lingue, a 18 anni partecipò a un concorso per hostess.

A metà degli Anni Cinquanta conobbe il Maestro Pier Emilio Bassi, un direttore d’orchestra che intuì sin da subito di avere trovato una voce eccezionale per il suo complesso. Roberta, dotata di una voce squillante, limpida e bellissima, firmò il suo primo contratto: era il 1957.
In quell’epoca era di moda essere “Americaneggianti” nel nome, nel vestire e anche nel modo di parlare. Roberta Corti diventò così Betty Curtis. Incise i primi dischi, partendo da “Un bacio Sulla Bocca”.
Debuttò al Festival di Sanremo nel 1959 con il brano “Nessuno”, che fece parte del genere codificato come “Urlatori”. La stessa canzone sarà interpretata successivamente da Mina e sarà un successo .
Betty Curtis non si fermò più lei, fu una vera urlatrice. Sempre nel 1959 interpretò la parte della cantante Betty Dorys nel film diretto da Lucio Fulci dal titolo “I ragazzi del juke-box” al fianco di Tony Dallara e Fred Buscaglione.

Incise, quindi, “La Pioggia Cadrà” ( versione italiana de “Le jour où la pluie viendra” di Gilbert Becaud), poi, nel 1960, tornò a Sanremo con il brano “Amore Senza Sole” e con un altro pezzo dal titolo “Non Sei Felice” in combinata con Mina. Non fu, in realtà, un grande successo. In compenso Betty Curtis spopolò nei juke-box.
I suoi successi diventarono numerosi: partendo da “Il lungo bacio, il grido nel cielo”, successivamente a questi brani diventerà una diva melodica.

A Sanremo 1961 vinse il festival in coppia con Luciano Taioli cantando il brano “Aldilà”, pezzo composto da Mogol e Donida). Nello stesso anno vinse il Festival di Napoli con “Tu si ‘a malincunia”. Con Tony Dallara girò il film “Ti Dirò”, ispirato all’omonima canzone. Tornò a Sanremo nel 1962 con “Il cielo cammina” e “Buongiorno amore”), nel 1963 fu la volta di “Chariot” e nel 1965 di “Invece no”. Nell’estate del 1966 fu presente a “Un Disco per l’Estate” con “Le porte dell’amore”l quindi ripescò dalla soffitta, portandole al successo, “Cantando con le lacrime agli occhi” e “Tango nel mare”.
Nel 1967 si presentò per l’ultima volta a Sanremo con il brano “È più forte di me” e nello stesso anno incise “Il povero Enrico”.
Da segnalare anche la sua partecipazione a Canzonissima nel 1969. Betty Curtis cominciò a rallentare la sua attività con gli Anni Settanta, ma continuò ad esibirsi anche successivamente. La sua ultima apparizione in video fu con Fiorello insieme Wilma De Angelis e Carla Boni.

Betty Curtis morì a Lecco il 14 giugno 2006 in una clinica, dov’era ricoverata dopo una lunga malattia. Uscì di scena, certo, ma la sua voce non si è ancora spenta.

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