Pietro Vassena, il genio lecchese

Scritto da il 6 Marzo 2021

Pietro Vassena nacque a Malgrate il 21 aprile 1897. È stato un imprenditore, ma sopratutto un geniale inventore italiano. Per le sue creazioni e realizzazioni si meritò una laurea in ingegneria honoris causa, lui che fu autodidatta con una grande passione per il lago e le scoperte.

Il suo laboratorio si trovava in pieno centro a Lecco, precisamente in via Cavour, dove trascorreva la maggior parte del suo tempo tra svariate invenzioni e molti brevetti, che andavano dagli impianti a gasogeno, ai motori fuoribordo, all’automotoscooter,a gli sci galleggianti. Tutti questi lavori gli valsero negli anni il mito personale del “motonauta”.

Raggiunse la celebrità e la massima notorietà per avere immaginato, progettato e, infine, realizzato il batiscafo C3, con il quale il 12 marzo 1948 ad Argegno stabilì il record mondiale di immersione, raggiungendo la straordinaria profondità di 412 metri.

Pietro Vassena aveva brevettato nel 1930 degli sci galleggianti molto particolari che denominò “skivass”.
Un’invenzione tecnologica e sportiva che era una via di mezzo tra gli sci e le canoe, invenzione grazie alla quale, come recitava la “reclame” dell’epoca, chiunque sarebbe stato in grado di camminare sull’acqua.

Proprio questi particolari sci galleggianti catturarono l’attenzione del cantante Nicola Di Bari, che durante una sua visita domenicale nell’estate del 1962 sul lungolago affollato della baia di Lecco non potè non notare quel singolare personaggio che, nello stupore generale, pareva camminare sulle acque tranquille del lago. Quell’uomo sugli sci galleggianti con rachette per mantenersi in equilibrio era lo stesso Vassena, che stava testando la sua invenzione davanti alla folla.
Inutile dire che l’incuriosito e già noto artista mise mano al portafogli e si assicurò gli sci “skivass”, tra gli applausi dei suoi fans presenti.

Molte le realizzazioni di Vassena che ottennero buoni risultati commerciali, tra cui ricordiamo, in campo motoristico, il Bicimotore Faini 1923.
Subito dopo la guerra, nel 1948, l’imprenditore nel campo motociclistico Donnino Rumi affidò al genio la progettazione di un propulsore per motociclette che era l’evoluzione del bicilindrico 2T, concepito da Vassena qualche anno prima. Propulsore con cui fu equipaggiata la “Volpe”, una mini vettura progettata da Gioacchino Colombo e disegnata da Flaminio Bertoni.

All’inizio dei primi Anni Cinquanta Vassena progettò “l’automotoscooter” su commissione della Carniti di Oggiono, azienda alla quale Vassena aveva ceduto tutti i propri brevetti nautici. Tra questi il celebre e geniale “Elios”, un motore o microscopico fuoribordo universale che poteva essere riposto in una custodia di violino.

L’invenzione che valse a Vassena l’interesse della stampa di tutto il mondo e la fama di geniale inventore in tutti i continenti fu il Batiscafo C3, primo mezzo studiato per la ricerca scientifica alle grandi profondità. Grazie a questo incredibile sommergibile divenne grande amico del fisico francese Auguste Piccard e del figlio Jacques. A causa di un incidente il C3 s’inabissò al largo dell’isola di Capri nel 1948: Vassena cercò in ogni modo di recuperare il suo mezzo, ma tutti gli sforzi si rivelarono vani.

L’inventore morì il 21 maggio 1967 lasciando incompiuti la realizzazione e lo sviluppo di un progetto che gli stava particolarmente a cuore: la realizzazione di un motore alimentato a idrogeno. Numerose le mostre e la raccolta dei tanti progetti di questa mente fuori dal comune.

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