Guida ai luoghi de “I Promessi Sposi” citati da Manzoni

Scritto da il 9 Aprile 2021

Ogni venerdì, fino a fine aprile, conosceremo in modo approfondito i vari luoghi citati nei capitoli de “I Promessi Sposi” di Manzoni che fanno parte dell’itinerario manzoniano.

Lecco è conosciuta come la “Città dei Promessi Sposi” proprio grazie all’autore del romanzo Alessandro Manzoni. La tormentata storia d’amore dei due giovani protagonisti Renzo e Lucia, viene ambientata nei rioni di Lecco e zone limitrofe nel periodo storico del Seicento, quando Lecco era un borgo fortificato sotto la dominazione spagnola.

Faremo un passo indietro nel tempo, diventando protagonisti, nella Lecco di oggi, di un romanzo che non conosce tempo. Muovendoci nei posti e per le vie che sono stati percorsi dai personaggi del romanzo.

1. LECCO: RAMO DEL LAGO DI COMO

Iniziamo questa avventura partendo dal primo capitolo de “I Promessi Sposi”, il quale, fin dalle primissime righe, viene citato il nostro meraviglioso lago.

lago di lecco

“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno..”

Queste poche parole di apertura, che sono l’incipit del romanzo, rappresentano Lecco e il territorio circostante, attraverso una descrizione davvero perfetta e connotante di quello che era la città nell’Ottocento. Ancora oggi caratterizzata da tutti quei tratti naturalistici che la contraddistinguono: tra lago e montagne.

Manzoni delinea con precisione la conformazione naturale di Lecco citando: i due monti che proteggono la città, ovvero il San Martino e il Resegone; i tre torrenti che tagliano Lecco dall’alto quasi in parti uguali, da nord a sud il Gerenzone, il Caldone e il Bione; e infine, il fiume Adda, le cui rive proprio a Lecco sono congiunte dal ponte Azzone Visconti.

Tutto intorno pendii, poggi, campi e vigne con casali, ville e boschi che abbracciano la montagna.
Un’ immagine spettacolare di Lecco, di cui Manzoni disse: “un paese che chiamerei uno dei più belli al mondo!”

E’ questo lo scenario paesaggistico e naturale che il piccolo Manzoni ha scoperto e ha vissuto fino alla sua adolescenza, soggiornando a Villa Manzoni insieme al padre Pietro.
E proprio questo territorio è il contesto ambientale dove vivono e si muovono i personaggi dei Promessi Sposi, e in particolare i due protagonisti: Lucia Mondella e Renzo Tramaglino.

2. VILLA MANZONI

La già citata Villa Manzoni  è appartenuta alla famiglia Manzoni dal 1615 fino al 1818, quando lo stesso Alessandro Manzoni la vendette alla famiglia Scola.
Per Alessandro Manzoni la villa è stata la casa dove ha trascorso la sua infanzia e giovinezza, prima di andare a Parigi dalla madre Giulia Beccaria. Proprio da queste stanze poteva ammirare la splendida cornice delle montagne lecchesi e godere del lago di Como: un territorio che ha fa da scenario nei Promessi Sposi.

villa manzoni lecco cortile 1

Villa Manzoni è tornata a splendere dopo quasi due anni di semi chiusura per lavori di restauro e valorizzazione dell’edificio. A lavori conclusi è divenuto accessibile ai visitatori il nuovo Museo Manzoniano, permettendo loro di immergersi nelle stanze in cui ha vissuto Alessandro Manzoni e visitare un nuovo percorso museale che omaggia lo scrittore che ha reso celebre la città di Lecco in tutto il mondo.

casa lecco

Al secondo piano trova spazio la Galleria Comunale d’Arte, che conserva una selezione di opere, facenti parte delle collezioni artistiche dei Musei Civici, con quattrocento dipinti e duemila incisioni. Non direttamente aperti al pubblico, ma aperti per la consultazione da parte di studiosi sono: la Biblioteca specializzata, che raccoglie migliaia di volumi e testate di periodici inerenti al territorio lecchese e alla Lombardia; la Sezione Separata d’Archivio costituita da materiale riguardante il territorio lecchese di natura e consistenza molto eterogenea; la Fototeca che conserva 4000 fotografie e cartoline riguardanti il territorio di Lecco, i luoghi manzoniani, la prima e la seconda guerra mondiale, il Prestito Nazionale.

 3. TABERNACOLO DEI BRAVI

L’incontro, descritto nel primo capitolo, tra Don Abbondio e i bravi avviene il 7 novembre 1628, ed è proprio ciò che da avvio alla tormentata storia d’amore dei Promessi Sposi tra Renzo e Lucia.
Alessandro Manzoni descrive il percorso di don Abbondio verso casa: sulla destra la strada che  porta al monte Resegone, a sinistra la strada che scendeva nella valle, caratterizzata dalla presenza di un muretto.

 

 

La stradicciola da lui percorsa si può identificare attualmente con la strada che sale dall’attuale rotonda in Viale Montegrappa verso il rione di Acquate.
Il tabernacolo, raffigurante fiamme e anime del purgatorio che congiungeva le due vie, è il luogo in cui avviene l’incontro con i bravi. Situato in via Tonio e Gervaso, non ospita alcuna raffigurazione pittorica a causa della ricostruzione. Vi è solo la presenza di una targa che ripercorre il testo manzoniano.

Venerdì 16 aprile conosceremo i luoghi citati dal secondo al quinto capitolo, presenti nell’itinerario manzoniano.
A settimana prossima!

 


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