Cento anni di Lecco Unita

Scritto da il 27 Dicembre 2023

Il 27 dicembre 1923 segna un capitolo fondamentale nella storia di Lecco, quando re Vittorio Emanuele III, insieme al presidente del Consiglio dei Ministri Benito Mussolini, firmò il regio decreto che univa ufficialmente Lecco a Castello Sopra Lecco, Rancio di Lecco, Laorca, San Giovanni alla Castagna, Acquate, Germanedo e una parte di Maggianico (Sant’Ambrogio e Belledo). Questa unione portò la popolazione complessiva a 35mila abitanti.

Nonostante le celebrazioni, l’atto di unificazione non fu privo di controversie. Gran parte dei comuni accorpati, noti oggi come i rioni di Lecco Alta, erano inizialmente contrari all’idea di unirsi tutti sotto un unico comune. Il progetto originale prevedeva l’accorpamento di nove comuni e due frazioni, ma alla fine solo sei comuni furono uniti, con validità del provvedimento dal 1° marzo 1924.

Il primo sindaco della Grande Lecco fu il dottor Angelo Tubi, eletto nel 1926. Nel 1928, con l’inaugurazione della sede municipale attuale, la Grande Lecco prese definitivamente forma.

L’unificazione portò a numerosi benefici, ma anche a sfide amministrative e organizzative. Nuovi confini e soluzioni unitarie furono necessari per questioni come acquedotto, strade, cimiteri, istruzione e servizi pubblici. L’imponente nuovo cimitero al Gaggio di Malgrate, completato in tempo record, rimase però inutilizzato a causa di complicazioni legate ai collegamenti. Il Ponte Nuovo sull’Adda, inaugurato nel 1955, contribuì a risolvere alcuni problemi di accesso alla località Gaggio e alla sua struttura mai sfruttata. 

Nonostante le sfide iniziali, l’unificazione ha plasmato la Lecco che conosciamo oggi, una città ricca di storia e unita nella diversità.

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