The Human League: musica pop ed elettronica tra alti e bassi
Scritto da Rebecca Bazzi il 27 Febbraio 2025
Gruppo elettronico dal sound innovativo: nonostante il rapporto travagliato con il successo, i The Human League lasciano il segno, con un mix di musica pop immediata e basi sintetiche futuristiche

I The Human League nascono a Sheffield nel 1977 da un’idea di Martyn Ware e Ian Craig Marsh: questi, entrambi programmatori di computer, condividono la passione per la pop music e l’elettronica d’avanguardia, e decidono di sperimentare ed unirsi per un progetto musicale che combini i due generi. Inizialmente, il nome della loro band sperimentale è “The future”.

Come voce per il gruppo viene ingaggiato Philip Oakey, che, nonostante non abbia mai avuto esperienze in ambito musicale, è ben noto a Sheffield per il suo stile di abbigliamento appariscente; Ware ritiene che possa essere adatto come cantante, essenzialmente grazie alla sua figura molto eclettica, che lo renderebbe il frontman perfetto.
Sebbene la collaborazione con Oakey sia faticosa in un primo momento, da subito lui offre il suo contributo anche come autore di testi. Ware decide, poi, di rinominare la band: nel ’78 il gruppo, che ora si chiama ufficialmente “The human league”, pubblica il singolo di debutto “Being Boiled”.

A causa dell’insuccesso dei The Human League, Martin Ware e Ian Craig Marsh abbandonano il gruppo per fondarne uno nuovo, ovvero gli “Heaven 17”. Oakey e Wright, diventato tastierista, decidono di non arrendersi e si mettono alla ricerca di nuovi membri: reclutano Ian Burden al basso e come tastierista di sessione, e Susan Ann Sulley e Joanne Catherall, inizialmente come ballerine e cantanti occasionali per il tour, e, successivamente, come voci fisse della band.
Nel 1981, il gruppo riesce ad ottenere un buon riscontro con “The sound of the crowd”, seguito, lo stesso anno, dall’album che gli permette di raggiungere la fama: questo, intitolato “Dare” contiene successi commerciali come “Love action” e “Open your heart”, ma, soprattutto, “Don’t you want me”. L’album ha così tanto successo che viene ritenuto uno degli album di maggior influenza della musica pop. Anche i seguenti singoli, “Mirror man” e “(Keep feeling) Fascination”, usciti nell’82 e nell’83, si piazzano molto bene nelle classifiche del Regno Unito. Purtroppo però, a causa delle numerose critiche, il disco seguente, intitolato “Hysteria” e uscito nel 1984, non ha la stessa sorte.

Nello stesso anno, Oakey collabora con Giorgio Moroder nel pezzo “Together in Electric Dreams” e nell’album “Philip Oakey & Giorgio Moroder”. Due anni più tardi i The Human League lavorano con la coppia di produttori Jimmy Jam & Terry Lewis: il singolo “Human” arriva in vetta alle classifiche negli USA e si posiziona in alto anche in Gran Bretagna, ma il disco che ne segue, “Crash”, non viene altrettanto apprezzato. Questo porta a diversi screzi all’interno del gruppo, che, a seguito dell’abbandono dei restanti membri, diventa un trio, composto solo da Oakey, Catherall e Sulley. Nel 1988, i tre fanno uscire la loro prima raccolta Greatest Hits.
Gli anni ’90 si aprono con l’album “Romantic?”, con i nuovi componenti Neil Sutton e Russell Dennett. A seguito dei molti cambi di formazione e dell’incostanza della band, l’etichetta discografica Virgin non gli rinnova il contratto. A ribadire quest’incostanza, nel 1995 i The Human League pubblicano un singolo dal successo notevole, “Tell me when”, ma il seguente album “Octopus”, in cui il gruppo si presenta ancora una volta come trio, non riscontra un gran numero di vendite.

Ma la band non molla: nel 2001 è la volta dell’album “Secrets”, le cui tracce ricordano il loro periodo di massimo splendore, pur mostrando un lato più tagliente e moderno, con un pop elettronico caratterizzato dall’equilibrio di voci, sintetizzatori e drum machine. Negli anni a venire i The Human League continuano ad andare in tour, e, nel 2010, iniziano a presentare il pezzo “Night people” durante le esibizioni live: questo farà parte dell’album “Credo”, uscito l’anno successivo.
Seguono ancora concerti e tour, tra cui il “A Very British Synthesizer Group”, che dà il nome all’album antologia uscito nel 2016. Le ultime pubblicazioni della band sono la raccolta “Dare: Singles and Remixes” del 2023, e la compilation live “Sound of the Crowd – Greatest Hits Live in Concert” del 2024.

















