La cult band Prefab Sprout e le liriche di Paddy McAloon

Scritto da il 5 Marzo 2025

Con arrangiamenti sofisticati e produzioni quasi impeccabili, il vero punto forte dei Prefab Sprout è la sensibilità delle liriche colte del leader e paroliere Paddy McAloon

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Credito fotografico: The Telegraph

I Prefab Sprout sono una band britannica che si distingue per il mix di pop-rock e sophisti-pop, con influenze jazz, soul e new wave. Il gruppo nasce nel 1978 a Witton Gilbert da Paddy e Martin McAloon; nel 1982, nonché anno del loro primo singolo, ai fratelli McAloon si aggiunge la vocalist Wendy Smith, che si dedicherà ai cori, tastiere e chitarra. L’album di esordio, intitolato “Swoon”, esce nel 1984, medesimo anno dell’entrata nella band del batterista Neil Conti.

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Credito fotografico: Nuri

Se il primo disco ottiene un buon riscontro, quello del secondo disco “Steve McQueen” è ottimo: l’album esce nel 1985 e contiene diversi singoli di successo, tra cui “When love breaks down” o “Goodbye Lucille #1 (Johnny Johnny)”. I successivi lavori vengono pubblicati nel 1988 e 1989 e sono rispettivamente intitolati “From Langley Park to Memphis”, contenente il successo commerciale “The king of rock ‘n’ roll”, e “Protest songs”, inciso 3 anni prima dell’uscita.

Nel 1990 i Prefab Sprout fanno uscire un quinto album, “Jordan: the Comeback”: sebbene sia un unico disco, al suo interno la band segue 4 filoni tematici (alcuni singoli senza connessione, una suite su Elvis, un medley pop sul tema dell’amore e i suoi effetti, e, infine, canzoni su invecchiamento e destino) e gioca con diversi generi musicali, dal country alla samba, e ancora dal synth al puro e diretto pop.

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Credito fotografico: Jose Enrique Peraza

Nel 1992 esce la loro prima raccolta best-of, seguita da una pausa di circa 5 anni durante cui Neil Conti abbandona il gruppo. Il 1997 è l’anno del loro ritorno, con l’album “Andromeda heights”, a cui segue l’uscita dalla band anche di Wendy Smith.

Il concept album “The gunman and other stories”, pubblicato nel 2001 e focalizzato sul tema del far west, non riscontra un grande successo. Nello stesso anno anche Martin McAloon decide di mollare, lasciando il fratello Paddy come unico titolare del progetto Prefab Sprout.

Nel 2003 esce l’album “I Trawl the Megahertz” a nome di Paddy, ristampato nel 2019 come album dei Prefab Sprout, come previsto in origine. Prima dell’uscita di questo progetto, McAloon soffre di diversi malanni, tra cui cecità temporanea derivante dal distacco della retina; durante la convalescenza l’artista deve trovare nuovi modi per fare il suo lavoro e, incapace di leggere o guardare schermi, si rivolge ad audiolibri e trasmissioni radiofoniche per trovare ispirazione. Frasi sconnesse gli si fissano in testa e iniziano a formare una narrazione libera, a cui dà vita una volta guarito, appunto, tramite il nuovo album.

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Credito fotografico: Anne

Nonostante nel 2006 gli venga diagnosticata una patologia dell’udito, la malattia di Menière, Paddy McAloon non smette di pubblicare musica e nel 2009 fa uscire la raccolta “Let’s change the world with music”, contenente demo incisi nei primi anni ’90. A distanza di 4 anni viene pubblicato un nuovo lavoro, ovvero l’album dei Prefab Strout “Crimson/Red”, in cui tutti i brani sono scritti e suonati da Paddy.

Dalle melodie avvolgenti prodotte con grande cura per il dettaglio, ai testi narrativi dotati di profonda sensibilità e scritti da Paddy McAloon, che più che un cantautore è un vero e proprio scrittore, i Prefab Sprout desideravano fare musica pop, ma erano troppo intelligenti e creativi per fare qualcosa di così immediato e diretto.

Troppo colti, troppo precisi, troppo sofisticati, è forse a causa di questo che non sono mai diventati una band di massa, ma è sicuramente grazie a questo che sono ancor oggi apprezzati dagli appassionati di musica che non si limitano alla superficialità.


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