Autore, compositore, musicista, produttore, arrangiatore e cantante: Barry White è stato un vero artista a 360 gradi, un tuttofare dell’industria musicale

Barry White è un produttore, cantautore e compositore che nasce in Texas nel settembre del 1944 e cresce a Los Angeles, in California. Il suo interesse per la musica emerge quando è ancora bambino e, ascoltando la collezione di musica classica della madre, esprime il desiderio di prendere lezioni di pianoforte. Nonostante ciò, la sua carriera non avrà inizio fino agli anni ’60: dopo aver trascorso del tempo in carcere, a causa di furto di pneumatici Cadillac, Barry si allontana dalle gang e dalla vita di strada e, affascinato dall’atmosfera e dalla vivacità di Hollywood, decide di dare una chance alle sue doti in ambito musicale.

A seguito della pubblicazione di “Too far to turn around” come parte del gruppo Upfronts e le registrazioni di altri singoli supportato da diversi gruppi vocali, nel 1966 esce il suo singolo di debutto “Man Ain’t Nothin'”/”I Don’t Need It”, pubblicato con il nome di “Lee Barry”. Di lì a poco, Bronco Records gli offre un contratto come autore e arrangiatore di brani per altri artisti: White accetta e, dopo diversi lavori di successo, si sposta alla Forward Records con il ruolo di produttore.
La carriera di White come produttore e arrangiatore arriva ad una svolta con il trio vocale Love Unlimited, da lui scoperto: per loro produce e scrive una serie di album e singoli sotto l’etichetta Uni, tra cui “Walkin’ in the rain with the one I love”, che si aggiudica la 14^ posizione nella Billboard Hot 100 ed è il primo singolo da un milione di copie vendute che vede White come autore e produttore. La collaborazione con il gruppo continua anche a seguito dello spostamento sotto l’etichetta 20th Century Records.
Nel 1973, Barry White forma The Love Unlimited Orchestra, originariamente pensata come band di supporto per le Love Unlimited; nonostante l’idea iniziale, nel 1974 esce il primo album del gruppo “Rhapsody in White”, seguito negli anni successivi da altri album contenenti diverse canzoni dal discreto successo. L’orchestra pubblica nuovi lavori fino al 1983, per poi continuare ad esistere come band di supporto della carriera da solista di Barry White.

L’inizio del percorso di White come solista, nei primi anni ’70, non è completamente intenzionale: durante la produzione di demo dedicate ad un altro cantante, Barry ne registra alcune in cui lui stesso suona e canta, e Larry Nunes, importante uomo d’affari nell’industria musicale, ne rimane piacevolmente colpito. E’ così che cerca di convincere l’artista a pubblicarle come brani propri e dare ufficialmente il via ad una carriera come cantante: nonostante la sua riluttanza, White cede e segue il suo consiglio.
Da questo momento in poi continua a realizzare brani per sé stesso e nel 1973 pubblica il suo album di debutto “I’ve got so much to give”, contenente la prima hit di Barry come solista: “I’m gonna love you just a little more baby” raggiunge le vette delle classifiche R&B e pop di Billboard, rimanendovi per diverse settimane. La sua carriera prende il decollo, con diversi singoli di successo sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito: tra questi “Never, never gonna give ya up” nel 1973, “My first, my last, my everything” nel 1974, “Let the music play” nel 1976 e “It’s ecstasy when you lay down next to me” nel 1977.
Negli anni ’80 Barry continua a pubblicare moltissimi album ed inediti, ma nessuno di questi riesce a replicare i successi precedenti, fatta eccezione per singoli come “Change” del 1982, che entra nella Billboard Hot 100, “Sho’ you right” del 1987, in 17^ posizione nella classifica R&B di Billboard, e ben tre inediti dell’album “The man is back!” del 1989, tutti e tre nella top 40 delle classifiche R&B di Billboard.

Negli anni ’90, invece, il ritorno alla fama: nel 1991 White torna in cima alle classifiche con il disco “Put me in your mix”; nel 1994 il singolo “Practice what you preach”, inserito nell’album “The icon is love”, diventa una vera e propria hit R&B negli Stati Uniti; nel 1999 la canzone “Staying Power”, estratta dall’omonimo album in studio (nonché l’ultimo del cantante) si aggiudica ben due Grammy Awards.
Dopo la pubblicazione della sua autobiografia nel 1999, e in seguito a seri problemi di salute causati dal suo stile di vita poco sano, nella primavera del 2003 Barry White si ritira dalle scene e, qualche mese dopo, muore a causa di arresto cardiaco.

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