Lorenzo Gabanizza: amore per Antonia Pozzi e la Valsassina

Scritto da il 19 Maggio 2025

Il 21 giugno Lorenzo Gabanizza riceverà a Pasturo un premio al concorso letterario intitolato ad Antonia Pozzi, grazie al primo volume della trilogia ispirata alla poetessa che amò la Valsassina

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Lorenzo Gabanizza è uno scrittore e cantautore veneto, ma gran parte del suo cuore appartiene da tempo alla Valsassina: l’autore nutre un profondo amore nei confronti della Valle che, ogniqualvolta che lo ospita, è in grado di <aprire le porte del suo torace ed espandere il suo cuore>, come ci ha rivelato durante un’intervista che abbiamo avuto il piacere di condividere con lui. Questo legame con il territorio Valsassinese, e in particolare con Pasturo, il gioiello ai piedi della Grigna, è solo una delle tante passioni e somiglianze che accomunano il poeta veronese e la poetessa milanese Antonia Pozzi.

Proprio a lei sono dedicati gli ultimi lavori di Gabanizza, un romanzo e una trilogia poetica ispirati non solo all’autrice, ma anche ai territori che sono riusciti a rapirla e a cui si è dedicata nel corso della sua breve vita. L’interesse di Lorenzo per le opere della Pozzi risale a molti anni fa, quando lesse il suo nome in un libro di Truman Capote e, non avendone mai sentito parlare, decise di approfondirne la conoscenza; non appena vide una famosa foto della poetessa, rimase catturato dal suo sguardo e sentì subito un qualcosa che lo attirava a lei.

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Lorenzo e Antonia: due anime affini

Durante le sue ricerche imparò a conoscerla e ad amarla. Negli scritti di Antonia ritrovò molte similitudini con il suo carattere e quello che lui stesso aveva già scritto in poesie e diari; addirittura, anni fa Lorenzo pubblicò una sua poesia sul suo blog dedicato alle opere della Pozzi, senza, però, specificare di esserne l’autore, e fu così che essa venne condivisa da quotidiani e giornalisti che la attribuirono erroneamente ad Antonia.

Entrambi condividono la voglia di donare sé stessi a qualcuno disposto ad impegnarsi per capirli, e lo fanno tramite la poesia, che è per loro come sangue che scorre nelle vene. Le similitudini spirituali e filosofiche tra Gabanizza e la Pozzi sono così profonde da essere descritte dall’autore stesso come <una simbiosi che lo compenetra>, e così innegabili da essere notate anche dalla Dott.ssa Ricciotti, che si è espressa sull’affinità tra i due poeti proprio in quella che sarà l’introduzione del romanzo. Infatti, nel 2013 lo scrittore veronese prese una decisione: scrivere di lei. E’ così che iniziò a lavorare al romanzo e alla trilogia poetica, rafforzando quel sentimento che lo unisce ad Antonia.

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(Poesia di Gabanizza attribuita ad Antonia)

Come Lorenzo ci ha raccontato, lui ha un metodo molto intimo di raccontare le cose, volendo prima viverle personalmente, e questa sua routine creativa gli ha fornito un esempio emblematico di quelle che sono le sensazioni quasi travolgenti che lo legano alla poetessa: per comprendere a pieno la morte di Antonia, si recò all’Abbazia di Chiaravalle, dove lei si era tolta la vita, e si stese nel prato, provando subito qualcosa di strano, dei brividi che gli pervasero il corpo. Fu proprio lì che, sotto la pioggia, scrisse una poesia inserita nel primo volume della trilogia “La vita attutita: liriche pasturesi”.

Pasturo e la Valsassina nelle opere di Gabanizza

Quando è a Pasturo Lorenzo si sente a casa, e questo lo deve ad Antonia Pozzi. La prima volta che si recò in Valsassina fu proprio allo scopo di approfondire in prima persona la sua conoscenza della poetessa, visitando il suo studio grazie all’allora sindaco Agostoni e a Suor Onorina, paladina e custode della vera memoria di Antonia. Non sapeva dove si trovasse Pasturo, ma una vocina gli disse di non affidarsi a mappe o navigatori: seguì un istinto quasi sovrannaturale che lo guidava, indicandogli dove andare, e si ritrovò in Via Manzoni, di fronte a quella che era la villa di Antonia.

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Pasturo è il fulcro delle opere su cui Gabanizza ormai lavora da tempo, ma queste contengono anche riferimenti a storie locali riscritte in versi con personaggi vissuti in diverse zone della Valsassina (tra cui Premana e Ballabio). Lo scopo della trilogia poetica e del romanzo è proprio quello di far rivivere la Valsassina com’era un tempo, in un disperato tentativo di trattenere essenze, odori e persone, tra cui Antonia, che Lorenzo Gabanizza definisce <come il cielo sopra alla terra in queste opere>.

Ciò che desidera per i lettori è che questi imparino ad amare il passato come qualcosa che è ancora qui: si crede che tutto prima o poi scompaia, ma Gabanizza preferisce pensare che non sia così. Il tempo non passa e il passato non esiste; noi scorriamo nel tempo, che è eterno, ed è per questo che i lettori devono avere la sensazione di girovagare per l’eternità. A sostegno di questa visione filosofica, romanzo e trilogia non si sviluppano in ordine cronologico: ai lettori risulterà difficile capire dove si trovano, e questo per porre enfasi sull’idea che il tempo sia un’illusione e che noi diamo un inizio e una fine a qualcosa che inizio e fine non ha.

Premio Speciale della Presidenza al concorso letterario intitolato ad Antonia Pozzi

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Grazie al primo volume della trilogia poetica, il 21 giugno Lorenzo riceverà a Pasturo il Premio Speciale della Presidenza al concorso letterario intitolato ad Antonia Pozzi; ha ricevuto molti messaggi di congratulazioni, fra i quali quello di Suor Onorina Dino. Questo premio è un traguardo molto significativo per Gabanizza, forse la cosa più vicina ad avere Antonia lì con lui. Inoltre, la poesia “I ribelli” tratta dalla silloge ha raggiunto il podio del Festival Nazionale della Poesia: la sua posizione verrà annunciata durante la premiazione prevista per il 14 giugno a Pessano con Bornago.

Lorenzo Gabanizza tra poesia e musica

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Lorenzo Gabanizza è anche un musicista e cantautore che realizza musica come realizza le sue poesie: scrivendo tutto ciò che sente. Artista che si definisce <camaleontico e multicolore>, Lorenzo non chiude mai le porte a niente: fermamente convinto che l’espressione artistica debba essere libera, seppur sostendendo l’importanza di un certo codice d’onore, non si pone limiti e usa la sua esperienza e tutto ciò che sa musicalmente per trasmettere al meglio quello che vuole donare al pubblico, proprio come fa con la sua poesia. In un panorama musicale in cui il talento dei giovani viene spesso ostacolato, crede che l’arte debba combattere la chiusura mentale, rimpiangendo un tempo in cui c’era spazio per chiunque.

Nel corso della sua carriera, poesia e musica si sono spesso incontrate: non solo le sue opere letterarie sono estremamente affini a quelle della Pozzi, ma anche alcuni tra i suoi brani sono molto vicini alla poetica di Antonia. Un esempio sono le sue canzoni più recenti, “Rainy Day Man” e “I don’t want to live without you”, con espressioni che, se tradotte in italiano, ricordano molto la poetessa; la seconda canzone è stata proprio ideata con Antonia in mente, quasi come se fosse presente durante la scrittura del testo.

Per conoscere meglio Lorenzo Gabanizza visitate il suo sito ufficiale cliccando qui!


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