Edoardo Bennato: oltre 60 anni di musica e 20 album in studio
Scritto da Rebecca Bazzi il 11 Luglio 2025
Edoardo Bennato: il viaggio del cantastorie più fuori dagli schemi della musica italiana

Edoardo Bennato nasce a Napoli nel 1946 e sviluppa sin da piccolo una grande passione per il rock ‘n roll. Nel 1958, con i suoi fratelli forma il Trio Bennato, in cui canta e suona la chitarra, e sarà solo nella seconda metà degli anni ’60 che deciderà di intraprendere un percorso come solista. Infatti, dopo il diploma alle scuole superiori, decide di frequentare l’università a Milano, in modo da avvicinarsi al mondo della discografia.

Dopo aver firmato un contratto con la Parade di Vincenzo Micocci, Bennato pubblica il suo primo 45 giri dal titolo “Era solo un sogno/Le ombre”; il disco non raggiunge il successo sperato e il cantautore decide di pubblicare il suo secondo 45 giri “Marylou/La fine del mondo” con un’altra etichetta, la Numero Uno, fondata da Mogol e Lucio Battisti. Altre pubblicazioni che portano ad altre delusioni ed Edoardo Bennato cambia di nuovo casa discografica, passando alla Ricordi; con questa, nel 1973 pubblica il suo primo album “Non farti cadere le braccia”.
Ancora una volta, il disco risulta piuttosto fallimentare e il direttore della Ricordi consiglia al cantante di abbandonare il suo sogno e sfruttare la sua laurea in architettura. Bennato non si arrende e va a Roma, dove in poco tempo viene notato: inizia ad esibirsi a diversi festival rock, dove la sua musica ottiene ottimi riscontri, sia dal pubblico che dalla critica. La Ricordi, stupita da questa svolta, pubblica il suo secondo album “I buoni e i cattivi”. E così la sua carriera decolla.

Gli anni ’70 vedono l’uscita di altri tre album: “Io che non sono l’imperatore” nel 1975, “La torre di Babele” nel 1976 e “Burattino senza fili” nel 1977. Con questi suoi lavori, Bennato conquista i cuori degli italiani, diventando uno dei cantautori più acclamati e riempiendo gli stadi di tutto il Paese: questo lo spinge a dare il massimo di sè, pubblicando ben 7 dischi solo negli anni ’80. Il primo tra questi è “Uffà! Uffà!”, pubblicato proprio nel 1980 e seguito, lo stesso anno, da “Sono solo canzonette”.
Il 1983 è l’anno di “E’ arrivato un bastimento”, seguito due anni più tardi da “Kaiwanna”. Con questi due dischi le vendite iniziano a calare e la popolarità di Bennato a scendere in picchiata: questo porta alla rottura del contratto con la Dischi Ricordi e alla firma con l’etichetta Virgin Dischi. Ed ecco che arrivano “Ok Italia” nel 1987, “Il gioco continua” nel 1988 e “Abbi dubbi” nel 1989.
Anche gli anni ’90 sono anni frenetici, ricchi di nuovo materiale. Con la Virgin Dischi escono tre album inediti: “E’ asciutto pazzo ‘o padrone”, in collaborazione con la band blues Blue Stuff e pubblicato sotto lo pseudonimo Joe Sarnataro e i Blue Stuff; “Il paese dei balocchi”, con un mix di rock ‘n roll e ballate in stile anni ’50 e ’60; “Se son rose fioriranno”, di cui esce una ristampa l’anno successivo.

Nel primo mese del 1995 Edoardo Bennato resta coinvolto in un tragico incidente stradale in cui perde la vita la sua compagna; come se non bastasse, di lì a poco viene a mancare anche sua madre. Il cantautore elabora le perdite con la musica, sfogandosi ed esternando le sue emozioni tramite i brani di “Le ragazze fanno grandi sogni”, pubblicato nel 1995 con la EMI. Questo album risulta essere un lavoro molto intimo e personale, dolce e romantico, dove viene meno l’ironia pungente che caratterizza gran parte dei precedenti progetti. Il millennio di Bennato si chiude con “Sbandato” nel 1998, primo disco frutto del contratto con la Warner Music Italia.
Finalmente, l’artista napoletano sembra allentare la presa e nei primi anni 2000 pubblica un solo album in studio, intitolato “L’uomo occidentale” e uscito nel 2003. Ciò non significa, però, che si sia preso una pausa: continua la sua attività dal vivo, fa uscire una versione aggiornata di “E’ arrivato un bastimento” in collaborazione con alcuni tra i più importanti cantanti della scena italiana, riscrive le canzoni di “Sono solo canzonette” per renderle adatte a “Peter Pan, il musical” e inizia a lavorare su un suo ritorno discografico.

Nel 2010, infatti, esce “Le vie del rock sono infinite” con la Universal: l’album è privo di qualsiasi tipo di sperimentazione elettronica e racconta di temi sociali attuali letti sia in chiave ironica che in chiave più critica e riflessiva. Nel 2015, tutta Italia viene scossa da una triste notizia: la scomparsa di Pino Daniele. In ricordo del caro amico, Bennato gli dedica una strofa del pezzo “Pronti a salpare”, inedito che dà il nome al nuovo album, uscito nello stesso anno. Attualmente, l’ultimo album di inediti di Bennato è “Non c’è”, pubblicato con la Sony Music nel 2020.
Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

















