Diana Ross, regina della Motown
Scritto da Rebecca Bazzi il 6 Ottobre 2025
Oltre sei decenni di Diana Ross: tra successi e sfide che hanno segnato la carriera di una delle artiste più influenti della storia della musica

Diana Ross nasce nel marzo del 1944 a Detroit, in Michigan. Muove i primi passi nel mondo della musica quando a 15 anni si unisce alle Primettes, di cui fa parte per poco più di 10 anni. Il gruppo femminile ottiene un contratto con la Motown Records a patto di cambiare nome in Supremes; il loro primo grande successo è “Where Did Our Love Go” del 1964, primo di una serie di singoli in cima alle classifiche internazionali che conferisce alle cantanti una sorprendente fama non solo in patria, ma in tutto il mondo.

Diana Ross si esibisce per l’ultima volta con le Supremes a Las Vegas nel gennaio del 1970, per poi pubblicare il suo omonimo album di debutto come solista solo quattro mesi più tardi. La canzone “Ain’t No Mountain High Enough” è il suo primo singolo come solista al numero uno della classifica Billboard Hot 100: brano originariamente eseguito da Marvin Gaye e Tammi Terrell, diviene di nuovo un successo nella versione di Ross, che si guadagna una nomination per la Migliore Interpretazione Vocale Pop Femminile ai Grammy Awards. L’album d’esordio è seguito da “Everything Is Everything” (1970) e “Surrender” (1971), che ottengono modesti risultati negli USA ma vengono di gran lunga più apprezzati nel Regno Unito.
Nel 1972 Diana Ross non pubblica nuovi album, ma inizia ad affermarsi anche in ambito cinematografico con la sua performance nel film “Lady Sings The Blues”, che le vale una nomination come Miglior Attrice ai Golden Globes e agli Oscar. Nel 1973, invece, fa uscire ben tre dischi: “Touch Me in the Morning”, grazie al quale torna in vetta alle classifiche pop statunitensi; “Diana & Marvin”, LP di duetti con il collega Marvin Gaye; e “Last Time I Saw Him”, che, con un mix di generi che spazia dal country al pop e dal jazz al rock, mette in risalto la straordinaria versatilità della cantante.

Nel corso della seconda metà degli anni ’70 vengono pubblicati altri quattro album: “Diana Ross” nel 1976, “Baby It’s Me” nel 1977, “Ross” nel 1978 e “The Boss” nel 1979. Il decennio successivo si apre con “Diana”, opera composta in collaborazione con Nile Rodgers e Bernard Edwards degli Chic che vede una Diana Ross energica e sicura mentre esegue tracce soul, pop e disco-funk. Dopo oltre 20 anni con la Motown Records, a seguito dell’uscita dell’album “To Love Again” nel 1981, l’artista si allontana dall’etichetta ed intraprende un percorso con la casa discografica RCA Records, che le offre un contratto da 20 milioni di dollari (all’epoca contratto più costoso nella storia della musica).
Il primo album con la RCA si intitola “Why Do Fools Fall in Love” ed esce nell’autunno del 1981. L’anno successivo, prima della pubblicazione di un nuovo album in studio dal titolo “Silk Electric”, Diana Ross riceve la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame. Il 1983 è l’anno del disco “Ross”, seguito nel 1984 da “Swept Away” e nel 1985 da “Eaten Alive”. L’ultimo album pubblicato con la RCA è “Red Hot Rhythm and Blues”: nel 1988 la cantante, infatti, decide di non rinnovare il proprio contratto con la casa discografica, mossa dal desiderio di tornare alla Motown Records.
Quando, di lì a poco, il proprietario della Motown ed ex-mentore di Diana Berry Gordy vende l’etichetta, l’artista accetta un accordo che le garantisce la partecipazione agli utili d’azienda e il controllo creativo. Nello stesso anno viene inserita nella Rock and Roll Hall of Fame come membro delle Supremes. “Workin’ Overtime” arriva nel 1989: si tratta di un tentativo di Ross di avvicinarsi ad un sound più contemporaneo, abbracciando influenze new jack swing e hip-hop che risultano, però, molto deboli in confronto alla concorrenza. Il disco, infatti, non raggiunge alti numeri di vendite e riceve giudizi negativi da parte dei critici.

Tre anni dopo l’uscita dell’album “The Force Behind the Power” del 1991, viene pubblicato un progetto diverso dal solito, ovvero il primo album natalizio di Diana Ross, intitolato “A Very Special Season” e rilasciato eccezionalmente dalla EMI Records. Il disco è seguito l’anno dopo da “Take Me Higher”, distribuito, come di consueto, con Motown; a coronare la fine del millennio, invece, “Every Day Is a New Day” del 1999.
Con l’inizio del nuovo millennio, Diana Ross parte per il Return to Love Tour, tour in cui la cantante si esibisce insieme alle Supremes degli anni ’70 Lynda Laurence e Scherrie Payne. Nel 2006 escono ben due album: “Blue”, registrato tra il 1971 e 1972 e poi accantonato, e “I Love You”. Per il successivo album in studio si dovranno aspettare ben nove anni; nel frattempo, Ross vince il Grammy Award alla carriera.

Dopo spettacoli dal vivo e tournèe, nel 2015 arriva “Diana Ross Sings Songs from The Wiz”: l’album contiene le versioni di Diana del 1978 di canzoni tratte dall’adattamento cinematografico del musical “The Wiz”, in cui ha recitato insieme a Michael Jackson. L’artista pubblica quello che ad oggi è il suo ultimo album in studio nel 2021: “Thank you” viene scritto e registrato durante il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19.
Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

















