Irama si mette a nudo con “Antologia della vita e della morte”
Scritto da Rebecca Bazzi il 18 Ottobre 2025
Ieri, venerdì 17 ottobre 2025, è uscito il quarto album in studio di Irama (escluso “No Stress” del 2023, pubblicato in collaborazione con Rkomi). Tre anni di studio, scrittura e limature che si sono concretizzati in “Antologia della vita e della morte”, un disco di inediti con 14 tracce, per un totale di 45 intensi minuti di musica.

La carriera di Irama, classe 1995, è decollata con la sua vittoria nel talent show Amici di Maria De Filippi nel 2018, e da allora è stata una continua ascesa: album con rispettivi tour, partecipazioni al Festival di Sanremo, primi posti nelle classifiche, dischi di platino e un ampio repertorio che spazia con disinvoltura da spensierate hit estive a ballate più intime ed intrise di significato.
In breve tempo, Irama ha raggiunto tanti traguardi e una fama da non poco, eppure non ha mai permesso che il successo gli andasse alla testa: ragazzo con i piedi per terra, è sempre rimasto umile e non ha mai nascosto le proprie fragilità, il suo essere umano. Lo dimostra il meticoloso lavoro creativo che si cela dietro al nuovo disco, una gestazione di tre anni e un isolamento artistico dovuti dalle insicurezze del cantante, come più volte raccontato da lui stesso. <Volevo realizzare un disco perfetto, perché sono un insicuro […] ho avuto paura di sbagliare e la paura, a volte, ti paralizza> e ancora <Cercavo qualcosa di perfetto, anche se sono consapevole che è un’utopia>.
“Antologia della vita e della morte” arriva in un periodo di grande importanza per Irama, che quest’anno si è esibito in attesissimi concerti sold out, è stato protagonista di un grande evento all’Arena di Verona ad inizio ottobre e ha annunciato quello che è un traguardo a cui tutti gli artisti italiani aspirano: il suo primo Sansiro, previsto in data 11 giugno 2026. Irama promette un concerto indimenticabile, uno show a tutti gli effetti, una vera e propria celebrazione della musica: <Mi piace l’idea di salire sul palco e cantare per chi mi vuole bene, preparando lo spettacolo più incredibile possibile. Non mi spaventa […] sarà un momento di condivisione e di emozione>.
“ANTOLOGIA DELLA VITA E DELLA MORTE”: RACCONTO INTIMO E UMANO
“Antologia della vita e della morte” è molto più di un semplice disco di nuova musica: è un racconto poetico e viscerale, un viaggio interiore che rivela la vera essenza di Irama, mostrando cicatrici e vulnerabilità, parlando al posto suo. E’ un ritratto intimo che esplora emozioni genuine, un album umano e una scelta coraggiosa di mettersi a nudo. <Crescendo ho smesso di avere paura di mostrarmi al pubblico>. In un certo senso, anche la copertina stessa, una foto scattata all’interno di una casa, ci anticipa quello che troveremo ascoltando questo nuovo lavoro, la sua atmosfera intima, privata: <(La casa) era quasi una persona che sa di tutto quello che hai vissuto e ti conosce a fondo>.
Ed è forse anche questa sua volontà di non nascondersi più che ha spinto Irama a pubblicare “ADVDM” dopo uno studio di tre anni: <Per fare musica bisogna studiare, è importante arricchirsi. […] Le canzoni, a volte, hanno bisogno di maturare, funzionano solo se sono autentiche. È giusto che abbiano il loro tempo e il loro spazio>.
Del titolo Irama dice che <Quello della vita e della morte è un dualismo che vediamo in mille forme da sempre e per sempre. […] È qualcosa di eterno, che fa parte proprio dell’uomo […] dell’essenza dell’essere umano, raccontare queste sfumature per me significa raccontare la vita>. <Se penso a canzoni come “Circo” o “Mi mancherai moltissimo”, rappresentano in toto il concetto di morte in quel momento della mia vita. Altre canzoni, invece, hanno sfumature di luce, come “Il giorno”, […] rappresentano una visione diversa>.
Dal punto di vista musicale, si tratta di un album essenzialmente organico e molto suonato. Nonostante l’esperienza di Irama con beat e basi preregistrate, nel nuovo album trova giusto accantonare questo tipo di tecnologie, a favore invece di strumenti veri e propri, suonati dal vivo. Probabilmente una scelta dettata dal desiderio di creare qualcosa di così intimo e genuino.
L’album, inoltre, è arricchito da collaborazioni con tre degli artisti di maggior rilevanza dell’attuale scena italiana: “Arizona” con Achille Lauro, collega con cui condivide grande rispetto e amicizia; “Buio” con Giorgia, che Irama considera un’icona, un mito della musica italiana; e “Ex” con Elodie, descritta dal cantante come una <bellissima voce e una forte personalità>.
TRACCIA PER TRACCIA
Sono 14 le tracce di “Antologia della vita e della morte”, tra brani già noti e altri inediti, tutti con testi che sono veri e propri frammenti del sé.
- ARIZONA (feat. Achille Lauro): La decisione di aprire l’album con la collaborazione con Lauro non è una scelta casuale. Nata a Los Angeles e conclusa a Milano, l’arrogante e sensuale “Arizona” quasi lascia spiazzati: è una traccia diretta, veritiera e carnale, che, sebbene diversa da ciò che ci si aspetta date le premesse del disco, è ideale per introdurci a quello che è un lavoro che per 45 minuti privilegia la sincerità.
- SENZ’ANIMA: Canzone cantata in concerto già a partire dal 2024, ha sin da subito rubato i cuori dei fan. C’è solo un modo per ascoltarla: con le lacrime agli occhi. La cruda realtà della fine di una relazione, il sentimento logorante di andare avanti senza riuscire a dimenticare, il dolore di amare ancora profondamente qualcuno con cui non può esserci futuro.
- BUIO (feat. Giorgia): Sebbene il testo sia stato scritto interamente da Irama, l’impeccabile interpretazione di Giorgia conferisce la giusta carica emotiva di cui il pezzo aveva bisogno. Due voci che si sfidano e si abbracciano in un duetto teso tra rabbia e passione, amore e dolore.
- POLVERE: A proposito di “Polvere” Irama dice: <E’ qualcosa di velenoso ma liberatorio: una lama che taglia e subito apre aria>. E’ una canzone dall’animo live, che sembra destinata ad essere cantata in concerto, nata con il solo supporto di una chitarra; ha tutte le caratteristiche dei brani che il cantante è solito scrivere, ma è l’esempio emblematico di ciò che si intende quando si descrive il nuovo album come “musica organica”.
- TUTTO TRANNE QUESTO: Brano scritto con l’aiuto di Lazza, vuole sottolineare l’importanza di accettare la fine delle cose, senza però ignorarne il peso. E’ una storia di dolore, scuse e rimpianti che riflette sul delicato equilibrio tra ciò che si lascia andare e ciò che si continua a portar dentro.
- GALASSIE: Singolo pubblicato nell’ormai lontano maggio del 2024, “Galassie” è una struggente storia d’amore che si concentra sulla forza di questo sentimento, talvolta in grado di sopravvivere alle difficoltà più insormontabili. La protagonista è infatti una ragazza che, dopo aver scoperto di essere malata, vive l’amore come ancora di salvezza.
- MI MANCHERAI MOLTISSIMO: Realizzata con l’aiuto del produttore e arrangiatore Davide Rossi, è la canzone preferita di Irama nella tracklist del disco. E’ un pezzo delicato dall’importante peso emotivo e dal testo molto personale, scritto con una sensibilità che non vuole mancare di rispetto. Temi che toccano nel profondo, da trattare quasi con i guanti: <Ma a tutto questo male dentro io una cura non ce l’ho […] E non lo sai quanto è difficile, ma non ho più voglia di vivere>.
- 48 ORE: <Senza di te, un giorno dura anche quarantott’ore>: un testo che parla di un amore segnato da litigi, sofferenze, dalla dipendenza emotiva tra i due amanti e la paura di un addio imminente. Un amore che fa male, ma a cui non si vuole rinunciare.
- EX (feat. Elodie): con questa collaborazione, Irama ed Elodie si sono incontrati in un mondo che è territorio di entrambi. Il tema del duetto è un tema ricorrente in “Antologia della vita e della morte”, ovvero la rottura di una relazione, la fine di un amore ancora vivo. Descrive i momenti più dolorosi di una separazione, le ferite ancora aperte e la consapevolezza del cambiamento.
- GIULIA: In questa canzone, Irama parla a Giulia con tono intimo, come se le stesse scrivendo una lettera. Una lettera malinconica e disillusa, ma al tempo stesso affettuosa. Racconta una relazione complicata, un amore imperfetto per cui rimprovera sia la compagna che sé stesso. <Giulia, ti hanno insegnato che gli uomini non piangono ed io non lo farò>, eppure la canzone resta vera, fragile e profondamente vulnerabile.
- LENTAMENTE: Brano che Irama ha portato in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo, scritto insieme a Blanco e Michelangelo, “Lentamente” affronta le difficoltà di mantenere vivo un amore nel tempo, il dolore di un sentimento che si affievolisce e si spegne, il conflitto interno tra il desiderio di restare e quello di lasciarsi andare.
- CIRCO: Una poesia sull’utopia della perfezione. Parla di invidia, quella che si prova nel vedere i successi, le gioie, le vite perfette di qualcun altro, che in realtà perfette non sono. Infatti, dietro all’apparenza si nascondono dolori che non conosciamo, cicatrici di cui non ci rendiamo conto perché troppo offuscati dalla gelosia.
- TU NO: Classificatasi al quinto posto della 74esima edizione del Festival di Sanremo, “Tu no” racconta la mancanza e la distanza, il dolore e la solitudine che seguono la fine di una relazione quando ancora c’è amore. Irama mette a nudo il rimpianto per ciò che è stato e il vuoto lasciato dall’assenza dell’altra persona. E’ un pezzo intenso, commovente e malinconico, ritratto sincero di un cuore che non riesce a lasciarsi tutto alle spalle.
- IL GIORNO: Dopo tutto il carico emotivo e la profondità dolorosa dell’album, Irama ha scelto “Il giorno” come ultima canzone della tracklist per poter dare al disco <un finale che non fosse cupo>. Il che sembra quasi ironico, poiché le tematiche affrontate nel testo sono tutt’altro che allegre: ansia, attacchi di panico, rifiuto dell’aiuto. Una realtà che, purtroppo, equivale per molti a quotidianità. E’ la produzione musicale del brano, invece, a rappresentare quello che è un nuovo giorno, a dare speranza, un’intenzione.

















