Sheryl Crow: una carriera di successo tra cambi di rotta e Grammy Awards

Scritto da il 5 Novembre 2025

Dal rock al country: la carriera di Sheryl Crow, l’artista versatile che ha trovato la sua voce inseguendo il cambiamento

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Credito fotografico: USA Today

Sheryl Suzanne Crow nasce nel febbraio del 1962 nel Missouri, Stati Uniti. Figlia di un’insegnante di pianoforte e un avvocato e trombettista, durante la sua adolescenza fa parte del Pep Club, un ensemble di strumentisti che suona ad alcuni eventi con lo scopo di intrattenere ed entusiasmare il pubblico. All’università segue la facoltà di educazione musicale, suona nella band locale Cashmere ed è membro della confraternita musicale Sigma Alpha Iota.

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Credito fotografico: The Sun Agency

Una volta conseguita la laurea, Sheryl lavora come insegnante di musica in una scuola elementare in settimana e suona in gruppi locali nei weekend: questo le permette di incontrare il produttore discografico Jay Oliver, che la aiuta ad ottenere alcuni incarichi per jingle pubblicitari. Lavora anche come corista di diversi artisti dalla fama internazionale, tra cui Michael Jackson e Stevie Wonder, e diversi brani da lei registrati vengono inseriti nelle colonne sonore di progetti televisivi e/o cinematografici.

Crow entra a far parte di un collettivo improvvisato di musicisti, i Tuesday Music Club, e quest’esperienza è d’ispirazione per il nome del suo album di debutto “Tuesday Night Music Club”, pubblicato nel 1993: alla scrittura del disco, infatti, collaborano anche i suoi compagni di gruppo. Inizialmente l’album passa quasi inosservato, finchè, nel 1994, la canzone “All I wanna do” diventa un successo internazionale; di lì a poco, l’album scala le vette delle classifiche di vendita in Stati Uniti e Regno Unito. Grazie ad esso, Sheryl Crow vince ben 3 Grammy Awards nel 1995: Disco dell’Anno, Miglior Nuovo Artista e Miglior Performance Vocale Pop Femminile.

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Credito fotografico: Sheryl Crow Facebook

Il suo secondo album esce nel 1996: ancora una volta, la Crow vince due Grammy per la Migliore Interpretazione Vocale Rock Femminile e il Miglior Album Rock. Gli anni successivi vedono Sheryl nuovamente vincitrice di alcuni Grammy Awards: nel 1999 per la categoria Miglior Album Rock grazie al suo terzo disco in studio “The Globe Sessions”, dell’anno precedente; nel 2000 Migliore Interpretazione Vocale Rock Femminile per la sua cover di “Sweet Child o’ Mine” dei Guns N’ Roses; nel 2001 un altro premio come Migliore Interpretazione Vocale Rock Femminile grazie alla registrazione live di “There goes the neighborhood”.

Nel 1999 viene pubblicato anche l’album dal vivo “Sheryl Crow and Friends: Live from Central Park”, con la partecipazione di artisti del calibro di Stevie Nicks e Keith Richards. Il suo quarto disco esce nel 2002: “C’mon C’mon” è un album allegro e luminoso, dal rock classico impeccabile, e il suo secondo singolo “Steve McQueen” è vincitore del nono Grammy Award per l’artista.

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Credito fotografico: SongFancy

Nel 2003 esce la raccolta di grandi successi “The very best of Sheryl Crow”, mentre il 2005 è l’anno di “Wildflower”, quinto album in studio e ben diverso dal suo predecessore, molto più introspettivo e di classe, con un’atmosfera calda e rilassata. Dopo una breve pausa a seguito della diagnosi di cancro al seno, Sheryl torna nel 2008 con gli album “Detours” e “Home for Christmas”: quest’ultimo è un album natalizio uscito originariamente solo nei negozi Hallmark, per poi essere pubblicato a livello mondiale su CD e come download digitale nel 2011.

“100 Miles from Memphis” arriva nel 2010 e divide pubblico e critica: da un lato chi apprezza il coraggio di Crow nell’allontanarsi dal suo tipico pop/rock, a favore di un groove anni ’70 con influenze soul e talvolta reggae, e dall’altro chi definisce l’album troppo irregolare e poco coerente, con i diversi stili che non sempre si fondono armoniosamente. Il 2013 è un anno di ulteriore cambiamento: la cantante decide di dedicarsi alla realizzazione del suo primo progetto country. Nasce, così, “Feels like home”, un album in cui Sheryl mostra la sua versatilità ed adattabiltà al genere; si tratta di un mix di sound country caldo e tradizionale ed elementi di un country-pop più fresco e contemporaneo.

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Credito fotografico: Rolling Stone

Due nuovi album escono nel 2017 e 2019: intitolati rispettivamente “Be Myself” e “Threads”, i dischi sono presto seguiti dall’uscita del documentario “Sheryl”, diretto da Amy Scott ed incentrato sulla carriera dell’artista statunitense. Nonostante Crow abbia in precedenza espresso l’intenzione di rendere “Threads” il suo ultimo album, a causa dell’impossibilità di pubblicare qualcosa che possa dar seguito al gruppo di celebri musicisti che ha contribuito alla realizzazione del disco, corona la sua carriera con “Evolution” nel 2024: l’album viene annunciato poco prima dell’introduzione di Sheryl nella Rock and Roll Hall of Fame nel novembre del 2023.

Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

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