La leggenda della Grigna, Regina del Lario

Scritto da il 19 Novembre 2025

Una guerriera bellissima e temibile e una montagna maestosa e insidiosa: il mito che avvolge la Grigna

La magnifica Grigna è la vetta più alta del massiccio delle Grigne, situato nella nostra provincia, nel cuore delle Prealpi lombarde. Detta anche Grigna Settentrionale o Grignone, è senza alcun dubbio la montagna simbolo di Lecco, un vero e proprio gioiello del nostro territorio. Dalla cima, si può ammirare una vista che lascia a bocca aperta e che da anni attira a sé alpinisti provenienti da tutto il mondo.

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Credito fotografico: montagnelagodicomo.it

A fare compagnia alla “Regina del Lario” la sua fedele “sorella minore”, la Grignetta (Grigna Meridionale), anch’essa assai apprezzata per i sentieri escursionistici che permettono di raggiungere la vetta e per il panorama mozzafiato che regala un’esperienza impagabile a tutti coloro che amano la montagna.

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Credito fotografico: Wikipedia

Ma chi è del posto sa bene che, nonostante la sua maestosa imponenza e la sua bellezza regale, la Grigna non perdona. Non per niente, un’antica leggenda che avvolge le Grigne racconta di una guerriera e del suo arciere, entrambi trasformati in monti come punizione per la loro cattiveria. Una storia che narra di come la montagna lecchese sappia essere affascinante e seducente, e al tempo stesso crudele e piena di insidie, ideale per essere raccontata nelle fredde sere d’inverno.

LA LEGGENDA DELLA GRIGNA

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La Grigna – Credito fotografico: Lecco Channel su Facebook

Un tempo, nessun imponente monte affondava le proprie radici nel territorio lecchese, occupato invece da valli e colline. Tra queste, una piccola altura si distingueva dalle altre per il castello austero che sorgeva indisturbato su di essa, un luogo privo di gioia e calore. Si narra che la regina della cupa rocca fosse una guerriera dal cuore di pietra, duro e impenetrabile come le mura della sua stessa fortezza, e che teneva tutti a distanza. Una donna tanto spietata e temuta, quanto splendida e fuori dal comune.

Un giorno, mentre passava per le rive lecchesi del Lario, di ritorno da una battaglia, la sua bellezza disarmante catturò occhi e cuore di un prode cavaliere, che subito si innamorò follemente di lei. Dal momento in cui i loro sguardi si incrociarono, il giovane fu rapito dall’orgogliosa donna e non potè più fare a meno di pensare a lei: armandosi di tanto coraggio, si recò al castello, deciso a offrirle il proprio cuore e disposto a rischiare la vita pur di non vivere senza di lei.

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La Grignetta – Credito fotografico: Lecco Channel su Facebook

Dalla privilegiata posizione della sua fortezza, la fredda regina lo vide avvicinarsi e, mossa da assoluta indifferenza, ordinò alla sua leale sentinella di ucciderlo. L’arciere eseguì gli ordini senza alcun accenno di esitazione o pietà, scoccando una freccia nella direzione del giovane cavaliere. Freccia che fu per lui fatale. Dall’alto dei cieli, Dio assistette all’accaduto e non potè lasciare impunita la crudeltà della regina e dell’esecutore: decise così di trasformare la guerriera in una ripida e rocciosa montagna, la Grigna, e la sentinella nella sua fedele compagna, la Grignetta.

Proprio come il cavaliere, alpini, appassionati dei monti e cittadini di Lecco restano stregati dalla maestosa regina, che ancor oggi continua a incutere timore a coloro che si incamminano verso la sua vetta. Gli amanti della Grigna, consapevoli di quanto il suo immenso fascino possa facilmente diventare un pericolo, prima di avventurarsi per i suoi sentieri fanno il segno della croce, nella speranza di sfuggire al terribile destino della splendida ma feroce guerriera.  

IL CANTO DEL CORO ALPINO LECCHESE

Testo di Luigi Santucci – Musica di Vincenzo Carniel

Alla guerriera bella e senza amore
Un cavaliere andò ad offrire il core
Cantava: <Avere te voglio, o morire!>
Lei dalla torre lo vedea salire.
Disse alla sentinella
Che stava sopra il ponte:

<Tira una freccia in fronte
a quello che vien su!>.

Il cavaliere cadde fulminato
Ma Iddio punì l’orribile peccato;
E la guerriera diventò la Grigna,
Una montagna ripida e ferrigna.
Anche la sentinella
Che stava sopra il ponte
Fu trasformata in monte
E la Grignetta fu.

Noi pur t’amiamo d’un amor fedele,
Montagna che sei bella e sei crudele,
E, salendo, ascoltiamo la campana
D’una chiesetta che a pregare chiama.
Noi ti vogliamo bella
Che diventasti un monte;

Facciamo la croce in fronte,
Non ci farai morir!

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