Innocenti Mini de Tomaso: La Piccola Bomba
Scritto da Lecco Channel il 30 Marzo 2026
Era il 1982 quando la Innocenti (di proprietà di Alejandro De Tomaso, padre di Countach, Diablo, Stratos) presentò “la tre cilindri” Mini – con una meccanica totalmente rinnovata – con un accordo con la giapponese Dahiatsu per la fornitura di nuovi propulsori a tre cilindri (scelta controcorrente per una piccola utilitaria).

Ma il progetto apicale fu raggiunto l’anno successivo quando fu presentata la Innocenti De Tomaso Turbo, che aveva una motorizzazione simile alle sorelle Mini con l’aggiunta di un turbocompressore e di un carburatore di tipo soffiato (come sulla Maserati Biturbo). Con questo modello Alejandro De Tomaso volle rinverdire i fasti della Mini Cooper che la Innocenti di Lambrate aveva prodotto su licenza Leyland fino al 1975.

Per attuare questa operazione, la base su cui lavorare fu quella della Mini 120, dotata di un motore Mini Minor 1300 con carrozzeria Bertone e motorizzazione resa “cattiva” da un propulsore a due carburatori; lavorando su scarico, aspirazione ed alberi a camme la potenza salì a 77 cv. Il risultato fu una Mini Sportiva che raggiungeva i 165 km/h con un equipaggiamento di prim’ordine: alzacristalli elettrici, quinta marcia, cruscotto con contagiri, tachimetro e manometro, volante Momo a due razze rivestito in pelle, interni comodi (per 2 sole persone), ottima qualità dei materiali (tessuti e moquette).
La fascia di prezzo venne collocata a 3 milioni 650mila lire, e la Mini De Tomaso diventò molto competitiva e appetibile tra le “piccole corsaiole”. Io stesso ne acquistai una nel 1983 di colore blu carta di zucchero e nera.

Questa vettura fu una delle ultime vere Mini Sportive discendente dalla Cooper S vincitrice dei rally, un’auto veloce senza nessuna remora per consumi e norme antinquinamento. Gli esemplari della Turbo prodotti a Lambrato fino al 1990 furono soltanto 6 mila.

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