La leggenda del Lago di Sartirana
Scritto da Rebecca Bazzi il 11 Aprile 2026
Gioiello della Brianza lecchese è il lago di Sartirana, fiabesco bacino naturale che si può circumnavigare a piedi. Tra querce imponenti, platani secolari, bellissime ninfee e piccoli fiori di campo, una passeggiata nella riserva consente di ammirare il panorama che si riflette nello specchio d’acqua, dipinto dai monti del gruppo delle Grigne e del Resegone.

Il lago di Sartirana sa affascinare non solo per il suo paesaggio, ma anche per l’antica leggenda che si nasconde dietro questo luogo. Parrebbe che dove ora si trova il bacino sorgesse un tempo un paesello, che in una notte maledetta fu sommerso dalle acque. Quanto accaduto non fu uno sfortunato evento, ma piuttosto il frutto di un sortilegio lanciato agli abitanti del villaggio a causa della loro scarsa accoglienza.
Leggenda del lago di Sartirana

Molti secoli or sono, c’era una volta un pellegrino vecchio e stanco, in cammino da tanto tempo senza mai alcuna sosta. Si narra che quando egli giunse a Sartirana il lago non esistesse ancora e al suo posto vi fosse invece un piccolo paese abitato da famiglie contadine. Apparentemente il borgo sembrava allegro e caloroso, ma la realtà con cui si scontrò il pellegrino fu ben diversa: il poveretto dovette girare e rigirare per le stradine del paese in cerca di qualche buon animo che fosse disposto ad ospitarlo, ma la ricerca fu vana.
I cuori dei paesani erano fatti di pietra. Il pellegrino fu ignorato e rifiutato, le porte di ogni casa gli vennero chiuse in faccia e il suo aspetto triste e consumato diventò oggetto di derisione da parte di tutti gli abitanti, dai più giovani agli anziani. Tutti, a parte uno: quando il viandante si trovò di fronte alla porta dell’ultima casa, questa si aprì e sull’uscio comparve una donna di mezza età, vedova e rimasta sola a badare ai propri figli. Commossa dalle condizioni del pellegrino, la donna fu l’unica ad accoglierlo nella sua dimora, offrendogli un giaciglio per la notte.
La mattina seguente, quando la donna si svegliò e aprì la finestra, le si presentò davanti agli occhi una visione assai inaspettata: dei suoi compaesani e delle loro case non era rimasta traccia, e a circondare la sua abitazione vi era ora un lago.
In paese ancora oggi qualcuno pensa che le vecchie case giacciano sul fondo del Lago, quasi una misteriosa Atlantide brianzola, mentre il pellegrino veglia su di esso, ora sotto forma di statua intagliata in un pioppo.























