China Crisis: dal post-punk nei sobborghi di Liverpool ad oggi
Scritto da Rebecca Bazzi il 13 Aprile 2026
La traiettoria della band britannica tra esordi locali e affermazione internazionale

I China Crisis sono un gruppo fondato nel 1979 a Kirby, in Inghilterra, da Gary Daly ed Eddie Lundon. I musicisti iniziano a suonare insieme quando sono ancora adolescenti: con Daly che si diletta con il basso e Lundon che si dedica alla chitarra, i due fanno parte di diversi gruppi post-punk locali e scrivono presto canzoni proprie. La prima pubblicazione sotto il nome “China Crisis” si intitola “African and White” ed è un singolo rilasciato nel 1982, dopo che il batterista e percussionista Dave Reilly si aggiunge alla formazione.
Ad aprile dello stesso anno il gruppo firma un contratto discografico con Virgin Records, per poi lanciare sul mercato il proprio album di debutto, “Difficult Shapes & Passive Rhythms, Some People Think It’s Fun to Entertain”, a novembre. La permanenza di Reilly termina proprio in concomitanza con l’acquisizione da parte della band di una popolarità considerevole nel Regno Unito e di un seguito alquanto esteso in Europa occidentale, Australia e Canada. Tra il 1983 e il 1984 diventano membri ufficiali anche l’oboista e sassofonista Steve Levy, il bassista Gary “Gazza” Johnson e il batterista Kevin Wilkinson, tutti e tre coinvolti nella realizzazione del secondo album in studio.
Se il primo disco è un lavoro in pieno stile synth-pop, il contributo dei nuovi membri e di musicisti di sessione in “Working with Fire and Steel – Possible Pop Songs Volume Two” conferisce all’album un sound meno sintetico, contraddistinto in modo significativo dall’utilizzo di svariati strumenti a fiato e a corda. Il brano “Wishful Thinking” raggiunge il nono posto nella classifica dei singoli del Regno Unito, diventando il loro primo – ed unico – singolo in top 10.

Nei crediti del terzo album in studio non figura il nome di Levy, sostituito invece da quello del produttore Walter Becker. “Flaunt the Imperfection” arriva nel 1985 ed è seguito solo un anno dopo da “What Price Paradise”, che segna l’entrata ufficiale nel gruppo del tastierista Brian McNeill. I China Crisis, ora quintetto, collaborano nuovamente con Becker nel 1989 con “Diary of a Hollow Horse”, che riceve riscontri assai positivi da parte della critica, ma registra scarsi risultati di vendite. L’album viene promosso dal tour che coinciderà con l’ultima esibizione della formazione di cinque elementi, nonché gli ultimi concerti dei China Crisis per oltre cinque anni.
E’ il 1994 l’anno del sesto album, “Warped by Success”, rilasciato dopo la separazione dalla Virgin Records. Il gruppo è di nuovo formato da Daly e Lundon, sebbene Johnson e Wilkinson partecipino alla creazione del disco e si uniscano brevemente al duo per l’album live acustico “Acoustically Yours” del 1995, a cui collabora anche McNeill.

Da questo momento in poi, Daly e Lundon indirizzano la propria carriera verso gli spettacoli dal vivo, pubblicando un solo album in studio – “Autumn in the Neighbourhood” – nel 2015 tramite il sito web PledgeMusic. Nel frattempo, Daly debutta come solista con alcuni lavori indipendenti: “The Visionary Mindset Experience” del 2007, “Gone from Here” del 2019 e “Luna Landings” del 2020.
Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti























