San Giorgio e il drago: la leggenda del valoroso guerriero

Scritto da il 18 Aprile 2026

In molte parti d’Italia il martire San Giorgio viene venerato con un’omonima festa in suo onore, che cade il 23 aprile di ogni anno. La ricorrenza è assai sentita anche nella nostra Provincia, in alcune località della Brianza e in diverse zone limitrofe al lecchese, tra cui i comuni di Mandello del Lario e Abbadia Lariana, Casatenovo e lo stesso comune di Lecco, in particolare nel rione di Acquate.

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Credito fotografico: Wikipedia

Diffusasi in epoca medievale è la leggenda di San Giorgio e il drago, la quale celebra il coraggio del Santo considerato patrono dei cavalieri, nonché paladino della fede e del valore. Sebbene il titolo ad essa attribuito possa ricordare quello di una fiaba per l’infanzia, la leggenda porta con sé un forte significato simbolico, assumendo varie interpretazioni: secondo alcune fonti la storia rappresenterebbe la lotta del bene contro il male, diventando emblema dei valori della Cristianità e del coraggio della cavalleria, mentre altre letture vedono la principessa come simbolo della religione tormentata dal Demone (il drago).

La storia di San Giorgio

Giorgio nacque intorno al 280 d.C. in Cappadocia, regione dell’odierna Turchia, in una famiglia nobile che da subito lo educò alla religione cristiana. Si cimentò presto nelle arti militari e, una volta divenuto un giovane uomo, si trasferì in Palestina per arruolarsi nell’esercito dell’imperatore Diocleziano. Dimostrando di essere un valoroso ed abile guerriero, ci volle ben poco perché Giorgio assumesse il ruolo di guardia del corpo dell’imperatore e ufficiale delle sue truppe. Almeno fino all’inizio della persecuzione cristiana.

Dopo che Diocleziano diede l’ordine di avviare una politica di restaurazione del paganesimo, dando la caccia ai cristiani, volle convincere Giorgio a convertirsi ed abbracciare gli ideali della sua religione; egli rifiutò e, anzi, si autodenunciò riaffermando la propria fede in Cristo. Questa sua confessione ebbe terribili conseguenze: l’impavido soldato fu imprigionato, percosso e torturato, finché fu vittima di martirio per decapitazione a poco più di vent’anni, il 23 aprile 303.

La leggenda di San Giorgio e il drago

Le vicende narrate dalla leggenda hanno luogo nella città di Salem, in Libia. Pare che qui vi fosse uno stagno che fungeva da dimora per un feroce drago, costantemente alla ricerca di prede di cui nutrirsi; se a lungo la creatura si accontentò del bestiame offertole dai cittadini che cercavano di soddisfarne la fame, col tempo cominciò a pretendere vittime umane. Gli abitanti della regione furono così costretti a dare in sacrificio i propri figli, ricorrendo ad un crudele sorteggio.

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Credito fotografico: Wikipedia

Tra i fanciulli sorteggiati venne estratto anche il nome della principessa Silene, figlia del re, il cui funesto destino fu evitato proprio grazie a San Giorgio. Egli, infatti, accorse in aiuto ai cittadini secondo la volontà di Dio, annunciando il suo audace compito di sconfiggere il drago a condizione che essi aderissero al cristianesimo. Il re e i sudditi accettarono il patto senza alcuna esitazione, quindi San Giorgio affrontò la bestia in duello e ne uscì vittorioso. Il drago, ora docile e sottomesso, venne affidato alla principessa Silene, che lo condusse in città, dove venne finalmente ucciso. Il miracolo avvenuto spinse anche i più scettici a battezzarsi ed accogliere la fede in Cristo.

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