Aranciata Sanpellegrino: la prima bibita all’arancia
Scritto da Lecco Channel il 22 Aprile 2026
Correva l’anno 1932, a Milano era in svolgimento la fiera Campionaria. Il commendator Ezio Granelli, proprietario della Sanpellegrino, pensò di soddisfare la sete dei suoi ospiti in fiera dissetandoli con una bibita che mescolava acqua minerale, succo d’arancia e zucchero. La bevanda conquistò i presenti, a tal punto che il commendatore Granelli decise di immettere sul mercato la sua felice intuizione, dando il via alla produzione industriale dell’Aranciata Sanpellegrino.


Dopo soli due anni dalla nascita della bibita, il successo commerciale fu così grande da triplicare i volumi dell’azienda: il succo di 41 milioni di arance veniva imbarcato sulle navi in partenza dalla Sicilia e, arrivato a Milano, veniva trasformato nello stabilimento di via Castelvetro 23, dove diventava una morbida pasta che Sanpellegrino usava per la preparazione dell’Aranciata.

Oltre alla bontà del contenuto, i tecnici dell’azienda lavorarono con grande impegno a quello che oggi chiamiamo il “packaging” del prodotto. Fu ideata un a bottiglietta a forma di clavetta, con la parte bassa in vetro ruvido che ricordava al tatto la buccia dell’arancia; il vetro, la consistenza e il peso vennero selezionati con la massima cura. La bottiglietta era chiusa da una capsula facile da aprire e alla tradizionale stella rossa dell’etichetta furono aggiunte le informazioni qualificanti del prodotto.
La risposta positiva dal mercato non si fece attendere: la bottiglietta colore arancio invase il mercato italiano e mondiale, facendo bella mostra di sé in hotel e ristoranti di lusso, sulle navi e sui treni internazionali in tutta Europa e in America. Era la grande novità che suscitava apprezzamento e consenso, tanto che si verificarono da subito numerosi tentativi di imitazione. La Sanpellegrino ebbe difficoltà a fare fronte alla eccezionale domanda del mercato.


Si diede luogo ad una ristrutturazione dello stabilimento, aggiungendo nel 1933 una nuova ala attigua a quella esistente. Furono potenziate le macchine che erano installate per la produzione dell’Aranciata: impianti automatici di lavaggio, sterilizzazione e asciugatura delle bottiglie, ma anche sistemi di riempimento, incapsulatura ed etichettatura organizzati con le più moderne catene di montaggio, veloci e precise.
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