Blondie: la storia della band capitanata da Debbie Harry

Scritto da il 28 Maggio 2026

I Blondie sono una band nata a New York City nel 1974, quando il chitarrista Chris Stein e la cantante Debbie Harry, entrambi ex componenti degli Stillettoes, si separano da questi ultimi e invitano i colleghi Billy O’Connor (batterista) e Fred Smith (bassista) ad unirsi a loro in un nuovo gruppo. Presto, alla band si aggiungono anche Ivan Kral alla chitarra e Tish e Snooky Bellomo ai cori.

image 100
Credito fotografico: Wikipedia

Questa formazione, però, ha vita breve: O’Connor, Smith e Kral lasciano il gruppo nel 1975, sostituiti da Clem Burke alla batteria e Gary Valentine al basso, lasciando vacante il ruolo di chitarrista. Poco dopo, le sorelle Bellomo vengono licenziate all’improvviso. La band firma quindi con la Private Stock Records e nel 1976 pubblica il proprio omonimo album di debutto. Nel 1977 Valentine prende le distanze dal progetto, volendo concentrarsi su un proprio gruppo musicale, e al suo posto subentra il musicista di sessione Frank Infante. Nello stesso anno, i Blondie effettuano il passaggio all’etichetta britannica Chrysalis Records.

image 101
Credito fotografico: Brian Aris

Nel 1978 esce il secondo album, “Plastic Letters”; così come “Blondie”, il disco permette alla band di farsi conoscere in territorio britannico e australiano, ma non riscuote grande successo commerciale negli Stati Uniti, dove il quartetto continua ad essere considerato una band underground. Questo almeno fino all’uscita del terzo album in studio, pubblicato più tardi quello stesso anno. “Parallel Lines” viene registrato da una formazione di sei elementi – con Infante come chitarrista e nuovo membro ufficiale e Nigel Harrison come bassista a tempo pieno – e, grazie a singoli come “Heart of Glass” e “One Way or Another”, si rivela la svolta commerciale del gruppo non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.

I Blondie vengono travolti dalla fama acquisita e nell’estate del 1979 si precipitano in studio per registrare il quarto album, “Eat to the Beat”, che però non riesce ad eguagliare i sorprendenti risultati ottenuti dal precedente. Nel 1980 la band pubblica “Call Me”, singolo realizzato con la collaborazione del compositore e produttore italiano Giorgio Moroder per il film con Richard Gere “American Gigolo”; il brano, che riceve una nomina ai Grammy Awards, occupa il primo posto nelle classifiche di diversi Paesi in giro per il mondo, trascorrendovi sei settimane consecutive negli Stati Uniti e in Canada. Qualche mese più tardi segue “Autoamerican”, quinto album in studio della band.

I Blondie si concedono una pausa per gran parte del 1981, periodo in cui si dedicano a progetti paralleli, per poi riunirsi a dicembre al fine di registrare “The Hunter”. Con questo disco, pubblicato nel 1982, il gruppo inizia a risentire delle prime tensioni: Infante contribuisce solo in minima parte al nuovo album a causa di disaccordi con i compagni, anche se, grazie ad un procedimento legale e un successivo accordo extragiudiziale, il suo nome viene aggiunto nei crediti. Il chitarrista viene comunque escluso dal tour nordamericano volto a promuovere il disco.

image 103
Credito fotografico: Colin Webb
image 106
Credito fotografico: Colin Webb

Le tournée nel Regno Unito e in Europa vengono annullate a causa delle scarse vendite di biglietti e nel novembre del 1982 i Blondie annunciano il proprio scioglimento. Negli anni a seguire escono diverse compilation, tra cui album di remix, di rarità o dal vivo. E’ il 1996 quando Stein e Harry contattano i membri originali Burke, Destri e Valentine, proponendo loro l’idea di una reunion. Nel 1997, la band originale composta da cinque elementi si riforma, sebbene la permanenza di Valentine duri ben poco. Il bassista, infatti, non partecipa né al tour internazionale che i Blondie intraprendono tra la fine del 1998 e l’inizio del 1999, né alle sessioni per il nuovo album “No Exit”, pubblicato nel 1999.

La band prosegue la propria attività ufficialmente come quartetto e nel 2003 torna sul mercato con l’ottavo album in studio “The Curse of Blondie”. Nello stesso anno entra a far parte della formazione il tastierista Kevin Patrick, mentre Destri lascia la band, intenzionato ad affrontare e superare la sua tossicodipendenza, e nel 2004 i turnisti Leigh Foxx (bassista) e Paul Carbonara (chitarrista) vengono nominati membri ufficiali. Nel 2008, dopo l’abbandono di Patrick e l’aggiunta del nuovo componente e tastierista Matt Katz-Bohen, Burke e Carbonara annunciano la lavorazione di un nuovo disco. “Panic of Girls” esce tre anni dopo, a seguito della sostituzione dello stesso Carbonara con Tommy Kessler.

image 107
Credito fotografico: Blondie / Debbie Harry

A distanza di altri tre anni è la volta di “Ghosts of Donwload”, pubblicato come parte di un pacchetto intitolato “Blondie 4(0) Ever” per il 40° anniversario dei Blondie, e dopo un ulteriore triennio arriva “Pollinator”, ad oggi ultimo album in studio della band. Anche se la loro storia non finisce qui. In un’intervista del 2024 Harry e Stein annunciano un dodicesimo album, previsto per la primavera del 2025 e poi posticipato al 2026 a causa della tragica scomparsa di Clem Burke. Il tanto atteso disco, dal titolo “High Noon”, includerà la batteria da lui registrata da Burke prima della sua morte.

Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

Taggato come

LeccoChannel

La web radio dei Blucelesti

Traccia corrente

Titolo

Artista

Background