Il mito degli Aerosmith: re dell’hard rock americano
Scritto da Rebecca Bazzi il 19 Giugno 2026
Gli Aerosmith sono una rock band statunitense formatasi a Boston, nel Massachusetts, con Steven Tyler al microfono, Joe Perry e Brad Whitford alla chitarra, Tom Hamilton al basso e Joey Kramer alla batteria. Il gruppo è il risultato dell’unione tra la Jam Band di Perry e Hamilton e i Chain Reaction di Tyler, avvenuta nel 1970 su proposta di quest’ultimo.

Dopo aver finalizzato la formazione nel 1971, il gruppo inizia a farsi conoscere localmente grazie ai frequenti concerti dal vivo; nel 1972 ottengono un contratto con la Columbia Records e registrano il loro omonimo album di debutto, pubblicato l’anno successivo. L’album riscuote inizialmente un discreto successo commerciale, per poi registrare un vero boom di vendite dopo che gli Aerosmith raggiungono l’indiscusso status di colossi del rock oltre un decennio più tardi. La band parte quindi per un tour promozionale, al termine del quale fa uscire il secondo album, intitolato “Get Your Wings”, nel 1974. A consacrarli come rockstar internazionali, a livello di gruppi del calibro dei Led Zeppelin e dei Rolling Stones, è però “Toys in the Attic” del 1975.

Da questo momento in poi la fama del gruppo non fa altro che crescere. I successivi “Rocks” e “Draw the Line”, pubblicati rispettivamente nel 1976 e nel 1977, vendono milioni di copie e portano i musicisti in concerti e tournée come headliner. Con la fama, però, arrivano anche le prime tensioni: la vita frenetica dei tour e delle registrazioni e il pesante abuso di droghe esasperano i contrasti interni e minano la stabilità della band. A seguito di un’accesa discussione con Tyler, nel 1979 Perry lascia il gruppo, sebbene non sia chiaro se si tratti di un addio volontario o di un licenziamento.
Durante la realizzazione dell’album “Night in the Ruts”, uscito quello stesso anno, Whitford cerca di compensare l’assenza di Perry con alcune parti soliste; ad affiancarlo accorre in soccorso Richie Supa, collaboratore di lunga data della band, almeno finché a loro non si unisce Jimmy Crespo, nuovo chitarrista a tempo pieno. Per un gruppo reduce da anni di date sold out, i risultati poco soddisfacenti di “Night in the Ruts” sono un duro colpo da incassare: la popolarità degli Aerosmith cala, obbligandoli a suonare in contesti sempre più piccoli e a fare affidamento sul riempire perlopiù club e teatri.

Lo stesso deludente destino tocca anche a “Rock in a Hard Place”, album del 1982 registrato e pubblicato con Rick Dufay, subentrato a Whitford in seguito alla sua decisione di concentrarsi su progetti solisti. Nel 1984 lo stesso Whitford è spettatore, insieme a Perry, di un concerto degli Aerosmith all’Orpheum Theater di Boston; di lì a poco, i due chitarristi riassumono il proprio ruolo nella band, dando quindi una seconda vita al quintetto originale. Nello stesso anno la band lascia la Columbia e passa alla Geffen, con la speranza che il ritorno al nucleo storico possa risollevarla dalla crisi. Ancora una volta, però, l’esordio in Geffen con l’album “Done with Mirrors” non soddisfa le aspettative.
A far risorgere la carriera degli Aerosmith ci pensa la cover dei Run-DMC della loro “Walk This Way”, che riesce a introdurre alla musica della band una nuova generazione di ascoltatori. Quando la possibilità di un ritorno al successo si fa sempre più concreta, i membri del gruppo intraprendono percorsi di disintossicazione e lavorano duramente per rendere l’album successivo un disco memorabile. E così sarà: “Permanent Vacation” esce nel 1987 e riesce a vendere cinque milioni di copie solo negli Stati Uniti.
Ancora più notevoli sono i traguardi del decimo album in studio, “Pump”, che riesce a piazzarsi tra i dischi più venduti del 1990 e fa vincere alla band il suo primo Grammy con il brano “Janie’s Got a Gun”. Tornati al top, negli anni ’90 gli Aerosmith pubblicano solo due album di musica inedita: “Get a Grip” nel 1993 e “Nine Lives” nel 1997. Il primo diventa un vero e proprio disco da record, nonché l’album in studio con il più alto numero di vendite nella storia del gruppo.

La band inaugura il nuovo millennio con “Just Push Play”, album attento alle tendenze commerciali, pubblicato nel marzo del 2001 e fortemente influenzato da arrangiamenti pop. Alla fine dello stesso mese, poco dopo l’uscita del disco, gli Aerosmith vengono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame, diventando l’unico gruppo a entrarci con una canzone attiva nelle classifiche. Nel 2004 dimostrano di aver mantenuto una promessa fatta ormai da tempo: il tanto atteso album blues, intitolato “Honkin’ on Bobo”, fa finalmente il suo debutto come raccolta di cover di grandi classici del blues.
L’ultimo album in studio degli Aerosmith esce nel 2012 e si intitola “Music from Another Dimension!”. Nel decennio successivo, la band annuncia due grandi tour ‘di addio’ per coronare la carriera più che cinquantennale che li ha resi il gruppo statunitense con il maggior numero di certificazioni totali nella storia della RIAA e uno dei gruppi rock più venduti nella storia della musica. A seguito dei costanti problemi di salute di Tyler e della sua ormai insufficiente prestanza vocale, a malincuore i musicisti annullano definitivamente il secondo dei due tour e ufficializzano il loro ritiro dall’attività dal vivo.

La fine dei concerti non significa però la fine degli Aerosmith, che nel novembre del 2025 pubblicano l’EP “One More Time” in collaborazione con il cantante britannico Yungblud.
Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti














