Grace Jones: icona a tutto tondo

Scritto da il 22 Giugno 2026

Grace Beverly Jones nasce nel 1948 a Spanish Town, in Giamaica. Decide di intraprendere una carriera musicale mentre si trova a Parigi, dove lavora come modella e frequenta spesso i locali gay della città, ponendo le basi per la sua futura fama di icona queer. Nel 1970 debutta anche al cinema, strada che tornerà a percorrere a partire da metà anni ’80.

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Credito fotografico: Didier Lafrenk

Il suo primo singolo esce nel 1975 e si intitola “I Need a Man”. Il brano viene inizialmente pubblicato in Francia, dove passa inosservato, ma diventa presto una hit da discoteca dopo che viene remixato e distribuito negli Stati Uniti dall’etichetta Beam Junction. Questo successo dà inizio a una lunga carriera, che dal 1977 al 1982 vede l’artista pubblicare un album all’anno.

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Credito fotografico: Afros

Primo tra questi è “Portfolio”, con un lato A contenente un medley di tre brani tratti da musical di Broadway e un lato B che si apre con la famosa reinterpretazione di Jones di “La Vie en rose” di Édith Piaf. Seguono quindi gli album “Fame” nel 1978 e “Muse” nel 1979, che completano la trilogia in stile disco.

In vista del declino della disco music, Jones opta per una completa reinvenzione in termini musicali, che risulta nel sound new wave con influenze reggae, post-punk e pop che caratterizza il quarto album in studio “Warm Leatherette”. L’album esce nel 1980 ed è quasi interamente composto da cover – fatta eccezione per l’inedito intitolato “A Rolling Stone”. Questa formula viene ripresa l’anno successivo con “Nightclubbing”, il disco che rende la cantante un’icona pop a tutti gli effetti. Terzo capitolo di un’ideale trilogia reggae è invece “Living My Life”, sesto album in studio che debutta sul mercato nel 1982. A differenza dei precedenti, però, quest’ultimo include perlopiù inediti.

Dopo una pausa di tre anni durante la quale si dedica al cinema, nel 1985 Grace Jones torna in studio di registrazione per incidere “Slave to the Rhythm”, che diventerà il suo album in studio con il maggior numero di vendite. Il disco è un unicum nella sua discografia, presentandosi come concept album composto da diverse interpretazioni della stessa canzone – la title track. Grande trionfo commerciale viene registrato anche da “Island Life”, prima raccolta greatest hits di Jones che ripercorre i suoi primi dieci anni di carriera.

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Credito fotografico: Terry La Saile

Dopo la fine del contratto con la Island Records, l’artista passa alla Manhattan Records, per cui incide l’ottavo album in studio “Inside Story”, uscito nel 1986. Si tratta di un disco che punta a un pop facile e orecchiabile, sporcato da sonorità caraibiche, jazz e gospel. Messa di nuovo da parte la musica per dedicarsi al cinema, l’artista torna sul mercato nel 1989, pubblicando “Bulletproof Heart”. L’album resterà per quasi vent’anni il suo ultimo album in studio.

Negli anni ’90 Grace Jones si divide tra musica e cinema, e fa talvolta coincidere i due mondi firmando brani per le colonne sonore dei film “Il principe delle donne”, “Toys – Giocattoli” e “Freddie as F.R.O.7” nel 1992, ma anche di “The Avengers – Agenti Speciali” nel 1998. Pubblica singoli come “Sex Drive” nel 1993, “Love Bites” nel 1996 e “Hurricane (Cradle to the Grave)” nel 1997, e recita nei film “Cyber Bandits” nel 1995, “McCinsey’s Island” nel 1998 e “Palmer’s Pick Up” nel 1999. Nel 1997 debutta inoltre in teatro recitando nel revival del musical “The Wiz” nel ruolo della Malvagia Strega dell’Ovest.

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Credito fotografico: Grace Jones Instagram
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Credito fotografico: Grace Jones Fans Club

Film dopo film, singolo dopo singolo, nel 2008 Grace Jones pone fine al lungo periodo di pausa che si è concessa dalla pubblicazione di album e fa il suo ritorno sulle scene con “Hurricane”. Il disco è ad oggi l’ultimo album in studio rilasciato dalla cantante.

Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

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