Villa Gomes: casa della musica lecchese
Scritto da Rebecca Bazzi il 27 Giugno 2026
Villa Gomes è uno dei principali punti di riferimento della cultura musicale lecchese. Costruita per volontà del compositore brasiliano Antônio Carlos Gomes, la Villa ospita il Civico Istituto Musicale “Giuseppe Zelioli” di Lecco ed è sede della Sezione Musicale Specializzata della Biblioteca.
La storia della Villa
A commissionare l’edificazione di Villa Gomes fu l’operista brasiliano Antônio Carlos Gomes, che la chiamò “Villa Brasilia”, in onore del proprio paese natale. La Villa venne realizzata tra il 1880 e il 1881 su progetto dell’architetto lecchese Attilio Bolla e i lavori vennero completati in soli otto mesi. Sebbene concepita secondo lo stile eclettico-storicistico di fine Ottocento, la dimora appare sobria ed elegante, con dettagli che richiamano i valori e il gusto dell’architettura neorinascimentale, quali armonia e simmetria dei volumi.

L’edificio si sviluppa su due piani e presenta due prospetti di uguale importanza, di cui uno rivolto verso il paese di Maggianico e l’altro orientato verso il lago. Sul lato sinistro della Villa si trova la grande serra, oggi adibita ad auditorium, mentre dalla vetrata d’ingresso sono visibili le due statue raffiguranti il Cacique e il Pery, personaggi della celebre opera di Gomes “Il Guarany”, la cui prima assoluta ebbe luogo nel marzo del 1870 presso il Teatro alla Scala di Milano.
Nel 1887 Gomes fu costretto a vendere la Villa a causa di difficoltà economiche dovute ai troppi debiti. La proprietà della dimora passò così di mano in mano: prima ad Alberto Moldenhauer, che la lasciò in eredita ai propri figli, e poi alla famiglia Groppelli, dopo il matrimonio del notaio milanese Ennio Groppelli con la figlia dell’imprenditore, Marie Moldenhauer. Dopo decenni di gestione privata, la Villa fu infine acquistata dal Comune di Lecco nel 1971.

Per oltre quindici anni rimase inutilizzata, attraversando un periodo di degrado che risultò nella perdita di quasi tutti gli affreschi che abbellivano soffitti e pareti interni; gli unici affreschi sopravvissuti sono quelli che tuttora decorano il plafone dello scalone centrale al piano terra. Rimase intatto anche il pavimento “alla veneziana” del salone sul medesimo piano. Nel 1987 l’edificio fu sottoposto a opere di restauro firmate dagli ingegneri Terragni, che modificarono radicalmente l’impianto originario adattandolo alle necessità dell’Istituto Civico Musicale che oggi vi ha sede.
Il Civico Istituto Musicale “Giuseppe Zelioli”
Il Civico Istituto Musicale “Giuseppe Zelioli” è un servizio culturale fondato nel 1984 dal Comune di Lecco e dedicato a tutti coloro che desiderano iniziare, proseguire o perfezionare i propri studi musicali. Si tratta di un centro di formazione che propone corsi di musica di ogni epoca e genere, per tutte le età e tutti i livelli di preparazione, oltre che attività didattiche, eventi e iniziative aperte alla cittadinanza.

La guida dell’Istituto fu inizialmente affidata al Circolo Musicale di Lecco e poi all’Associazione per la Cultura Musicale. A partire dalla fine degli anni ’80 a gestire la scuola fu il Comune di Lecco, che nel 2010 cedette le redini alla Fondazione Luigi Clerici di Milano, ente accreditato che tutt’oggi ne cura l’organizzazione e l’offerta formativa.
L’intitolazione a Giuseppe Zelioli omaggia il musicista – e organista della Basilica di San Nicolò – che per più di quarant’anni esercitò proprio a Lecco la sua attività di compositore.
La Villa come Sezione Musicale Specializzata della Biblioteca
Villa Gomes conserva un vasto patrimonio musicale, <tesoro di conoscenze per studiosi e appassionati di musica> e musicologia. Questo grazie al suo ruolo di dimora della Sezione Musicale Specializzata della Biblioteca di Lecco, che consiste in una risorsa dal valore inestimabile a servizio dei docenti e degli allievi dell’Istituto “G. Zelioli”.
Fondata nel 2016, la Biblioteca ha ampliato il proprio catalogo di testi, periodici, partiture e registrazioni audiovisive grazie alle donazioni del maestro Giorgio Gaslini e al fondo musicale appartenuto al giornalista Giacomo De Santis.














