Tre sentieri, una meta: trekking da Premana verso il Rifugio Ariaal
Scritto da Rebecca Bazzi il 22 Luglio 2026
Trekking alla portata di tutti è l’escursione verso il Rifugio Ariaal. Il rifugio si trova tra gli alpeggi dell’Alta Valvarrone, e più in particolare all’Alpe Ariale, da cui prende il nome. Pur essendo logisticamente legata a Premana per i sentieri che da qui vi salgono, l’Alpe Ariale ricade all’interno dei confini del comune di Casargo.

Partendo quindi da Premana, il Rifugio Ariaal è raggiungibile tramite tre percorsi:
- Strada agrosilvopastorale
- Sentiero naturalistico
- Mulattiera
I tre itinerari si incontrano diverse volte, pertanto è possibile arrivare al rifugio percorrendo un tratto di ognuno. Inoltre, si può optare per un giro ad anello combinando due delle tre opzioni.
A prescindere dall’opzione scelta, il punto di partenza è nella zona industriale di Premana, in via Gabbio. Uscendo dalla zona industriale, si raggiunge il ponticello in pietra che attraversa il torrente Varrone: ci si trova alla base dei sentieri in direzione Rifugio Ariaal, dove si sceglie quale percorso imboccare.

Opzione uno: la strada agrosilvopastorale
Sebbene i tre itinerari proposti siano alla portata di tutti, la strada agrosilvopastorale è il percorso più facile per giungere a destinazione. Superato il ponte, si svolta a sinistra e si procede lungo la via finché diventa visibile un cartello di legno con le indicazioni per Piz d’Alben, Alpe Chiarino e Porcile. Quindi si prende la larga strada e la si percorre senza mai deviare. Il tracciato richiede circa due ore di camminata, durante le quali si può osservare dall’alto il borgo di Premana. La salita è dolce e priva di passaggi impegnativi. Trascorse le due ore, un cartello segnala la presenza del rifugio e, quindi, il nostro punto d’arrivo.

Opzione due: il sentiero naturalistico
Un po’ più faticoso della strada agrosilvopastorale è il sentiero naturalistico, di particolare interesse ambientale. Prima di imboccarlo, però, è necessario percorrere per un primo tratto uno degli altri due percorsi, fino a trovare indicazioni chiare.
Inizialmente il sentiero sale a zig-zag all’interno del bosco ed è più sostenuto – anche se assolutamente fattibile. Superata questa prima parte, torna ad avere un andamento in falsopiano. Dopo una quarantina di minuti, il sentiero sbuca sulla strada agrosilvopastorale, nel punto finale già menzionato.

Opzione tre: la mulattiera
Sebbene dei tre percorsi disponibili la mulattiera sia quello più impegnativo a causa della pendenza più marcata – con passaggi ripidi e tornanti stretti -, è anche il più veloce.
Torniamo al punto di partenza. Una volta attraversato il ponte in pietra, si gira a destra verso la Val Marcia. Lungo il primo tratto si passa attraverso due piccoli abitati; lasciato alle spalle il secondo gruppo di case, si svolta a sinistra e ci si immette sulla mulattiera vera e propria.
Passati circa 20 minuti, ci si ritrova sulla strada agrosilvopastorale, da percorrere fino alla deviazione che porta all’Alpe Ariale e al Rifugio Ombrega. Procedendo lungo il sentiero, ad un certo punto si sbuca di nuovo sulla strada agrosilvopastorale, questa volta più in alto; la si segue fino a incontrare – sulla sinistra – un altro sentiero che sale tra i prati fino a un altro nucleo di baite. Qui, un cartello segnala la vicinanza all’Alpe Ariale. Si rimane sul sentiero fino a incrociare nuovamente la strada agrosilvopastorale. Alla prima deviazione che si incontra sulla destra, si svolta e si prosegue. Quando ci si ricongiunge un’ultima volta con la strada agrosilvopastorale, nei pressi del rifugio, sarà trascorsa poco più di un’ora dalla partenza.















