Da Loser a Ride Lonesome: oltre trent’anni di Beck
Scritto da Rebecca Bazzi il 30 Luglio 2026
Beck David Hansen, noto semplicemente come Beck, nasce a Los Angeles nel 1970, dall’unione del musicista canadese David Richard Campbell e della superstar di Andy Warhol Bibbe Hansen. Durante la sua infanzia viene fortemente influenzato dall’arte che lo circonda.

Ritiratosi dal liceo, Beck inizia a viaggiare molto spesso, mettendo a frutto il suo talento come musicista e intrattenitore, per poi tornare a L.A. nel 1990. Qui si esibisce regolarmente nei locali della città e, nonostante si veda costretto ad accettare impieghi sottopagati e a sistemarsi in un capannone adattato ad alloggio, riesce a pubblicare da indipendente i suoi primi EP e il suo primo album in studio, “Golden Feelings” (1993).

Nel 1993 il fortunato singolo “Loser” diventa un tormentone da radio e le case discografiche, tra cui major come Capitol Records e Warner Bros., fanno a gara per mettere sotto contratto il cantante. L’anno successivo Beck piazza una tripletta discografica, pubblicando “Stereopathetic Soulmanure” per l’etichetta Flipside Records, “Mellow Gold” per DGC Records e “One Foot in the Grave” per l’indipendente K Records.
Raffinando il sound grezzo e lo-fi dei precedenti dischi, nel 1996 fa uscire il suo quinto album in studio, “Odelay”. In occasione della 39esima edizione dei Grammy Awards, il cantante trionfa nella categoria Best Alternative Music Album, oltre a vincere il premio Best Male Rock Vocal Performance con il singolo “Where It’s At”. Anche il successivo album, intitolato “Mutations” e pubblicato nel 1998, si aggiudica il Grammy Award come Best Alternative Music Album.

L’ultimo disco degli anni ’90, “Midnite Vultures”, si fa accompagnare da un gran numero di ospiti, tra cui il padre stesso del cantautore. Sebbene non ottenga un notevole successo commerciale, viene positivamente giudicato dalla critica come uno dei migliori album della discografia di Beck.
Se fino a questo momento ha sempre improntato i suoi lavori su un tono ironico e irriverente, a seguito della rottura con la fidanzata l’artista scrive pezzi acustici dai testi profondi, che riflettono il suo stato d’animo in questo periodo di sconforto. Questi brani più seri e introspettivi vengono raccolti nell’album “Sea Change”, il cui ottimo debutto nel 2002 dimostra quanto questa svolta più intima venga apprezzata da pubblico e critica. Ma il ‘nuovo Beck’ ha vita breve: nel successivo album “Guero” del 2005 si ritrovano sonorità ritmate più affini a quelle di “Odelay”. Seguono quindi “The Information” nel 2006 e “Modern Guilt” nel 2008.
Nell’ottobre del 2013 viene annunciato il suo approdo alla Capitol Records, casa discografica con cui pubblica l’album “Morning Phase”. L’elevata qualità del disco viene riconosciuta nel 2015 con i Grammy per Album of the Year e Best Rock Album.

Beck potrà vantare di altri tre Grammy grazie a “Colors” (2017), con cui si aggiudica il premio Best Alternative Music Album e Best Engineered Album, Non-Classical, e a “Hyperspace” del 2019, che gli vale un altro premio come Best Engineered Album, Non-Classical.

A distanza di sette anni dal precedente, nel luglio del 2026 Beck annuncia il suo quindicesimo album in studio, “Ride Lonesome”, la cui uscita è prevista per il mese di settembre.
Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti















