LA VIA EMILIA: la U.S. Route 66 Italiana
Scritto da Lecco Channel il 5 Agosto 2026
Negli anni ’50 e ’60 le vacanze degli italiani transitavano sulla via Emilia, facendo nascere il turismo di massa che si spostava sulla Riviera Romagnola. In estate migliaia di famiglie del nord Italia percorrevano la via Emilia (strada statale 9) con le utilitarie dell’epoca dirette verso pensioni, abitazioni private, alberghi per raggiungere le spiagge di Rimini, Riccione, Milano Marittima, Cervia, Cesenatico.

Il viaggio sulla via Emilia era un rito. Ricordo ancora adesso la partenza della mia famiglia; già qualche giorno prima si preparava tutto ciò che sarebbe servito per la vacanza marina. Poi arrivava la partenza. Si viaggiava di notte per via del caldo (i climatizzatori in auto non esistevano). Sulla Alfa Romeo Giulia di mio padre lui era alla guida, accanto la mamma e dietro mio fratello dormiva avvolto in lenzuolino (era un bimbo ancora piccolo); gli altri due posti erano occupati da me, che ero un ragazzetto, e talvolta da una giovane zia.

Noi si partiva da Lecco e grosso modo la via Emilia la incrociavamo tra Lodi e Casalpusterlengo. Nella notte, con i finestrini leggermente abbassati, potevi cogliere i profumi notturni delle città che obbligatoriamente si attraversavano (Piacenza, Parma, Reggio E., Modena, Bologna, Forlì, Cesena). La via Emilia era popolata di notte da chioschi (sempre aperti) dove fermarsi per una fetta d’anguria ristoratrice o per un panino. Bisognava anche sostare per fare raffreddare i motori delle auto (che non erano certamente quelle di oggi). Era una vera avventura!
Da quei primi viaggi ho imparato che il viaggio è più importante della meta. E quella meta del boom economico italiano, la Riviera Romagnola, fioriva di rotonde sul mare, cinema all’aperto, dancing dove le colonne sonore dell’estate nei juke box erano cantate da Mina e Edoardo Vianello. Il “divertimentificio” aveva nomi altisonanti: il Kursaal a Cervia, altri nomi quali hotel Astoria, Colorado Beach, oppure il cinema all’aperto che adottavano nomi anglofoni come cine Jhonny. Era un’Italia bellissima, dove all’interno del boom economico tutto sembrava possibile.

Il ruolo centrale dell’avventura “on the road” della via Emilia iniziò a cambiare alla fine degli anni ’60. Era stata completata la rete autostradale e il traffico turistico lasciò gradualmente la via Emilia per spostarsi sulla viabilità veloce, lasciando alla via Emilia il ruolo di strada commerciale.

Sono passati più di ’60 anni da quando la percorrevo nel periodo delle vacanze, ma ancora adesso se posso evito l’autostrada e il “muso dell’auto” punta, deciso sulla via Emilia (la U.S. Route 66 Italiana).
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