D di Domodossola, A di Alberto Fortis: la storia del cantautore

Scritto da il 6 Agosto 2026

Alberto Fortis nasce a Domodossola nel 1955. Quando è poco più di un bambino inizia ad esibirsi al Paip’s, locale di Sestriere che ispira il nome della band giovanile di cui è batterista.

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Credito fotografico: Ferdinando Ghio

Appena maggiorenne impara a suonare il pianoforte e, mentre frequenta la Facoltà di Medicina e Chirurgia a Genova, muove i primi passi nella composizione di brani. Trasferitosi prima a Roma e poi a Milano alla ricerca della giusta occasione, finalmente ottiene un contratto con la Philips Records, attualmente confluita nel gruppo Universal Music Group. Nel 1979 pubblica il suo omonimo album di debutto.

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Credito fotografico: Massimo Ratti

Per i successivi tre anni fa uscire un album dietro l’altro: nel 1980 “Tra demonio e santità”, concept album pop-rock progressive sviluppato come dialogo tra il bene e il male; nel 1981 “La grande grotta”, il suo album con il maggior impatto in classifica (rimasto nella hit parade per nove mesi, spesso in top 10); e nel 1982 “Fragole infinite”, la cui title-track pare essere un omaggio ai Beatles e alla loro “Strawberry Fields Forever”.

Nel 1984 esce “El niño”, seguito l’anno dopo da “West of Broadway”. I due album, però, non registrano risultati soddisfacenti e ciò spinge Fortis a lasciare la Philips e cercare la fortuna con la CBS. Il primo disco di inediti pubblicato con la nuova etichetta si intitola “Assolutamente tuo” ed è datato 1987.

Dopo qualche anno trascorso negli Stati Uniti, il cantautore fa il suo ritorno in Italia, dove pubblica l’album in studio “Carta del cielo” nel 1990 e la sua prima raccolta di successi dal vivo “L’uovo” nel 1991. Di nuovo in America registra “Dentro il giardino”, che debutta sul mercato italiano nel 1994. Questo sarà l’ultimo album pubblicato negli anni ’90.

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Credito fotografico: Alberto Fortis Facebook

L’artista inaugura il nuovo millennio pubblicando “Angeldom” nel 2001. Si tratta di un “quasi concept album” in cui a tratti si può ritrovare l’Alberto Fortis degli esordi, con voce tagliente e testi genuini, che a volte risultano più grezzi e altre volte rasentano la poesia.

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Credito fotografico: Alberto Fortis Facebook

I suoi ultimi due album in studio – almeno per ora – escono a ben nove anni di distanza: “Fiori sullo schermo futuro” nel 2005 e “Do l’anima” nel 2014. Ciò non significa che l’artista abbia messo in pausa la propria carriera: nel 2016 pubblica il suo primo EP dal titolo “Con te”, seguito nel 2018 dal doppio album live “4Fortys”. Quest’ultimo è pensato per celebrare i quarant’anni di carriera e contiene le tracce di “Alberto Fortis” (1979) eseguite dal vivo, oltre ad altri pezzi del repertorio e gli inediti “Venezia”, “Maphya” e “Caro Giuseppe”.

Nel 2019 escono il doppio album dal vivo “1° officiALive”, che include le registrazioni dei brani interpretati durante un concerto al Castello Sforzesco nel giugno dello stesso anno, e l’EP “MamaBlu”, caratterizzato da testi poetici, suoni mediterranei e influenze jazz e pop.

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Credito fotografico: Alberto Fortis Facebook

Presto Alberto Fortis tornerà con un nuovo album in studio, intitolato “Sentimental city” e previsto proprio per il 2026.

Consulenza musicale video: Ivan Alborghetti

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