Simmenthal: la carne in scatola italiana
Scritto da Lecco Channel il 12 Agosto 2026
Ci sono storie di prodotti che nascono dalla semplice intuizione oppure da esigenze precise. Pietro Sada, ristoratore di Crescenzago (MI), cerca un metodo per inscatolare il suo famoso lesso di carne bovina, così da poterlo conservare più a lungo e quindi non sprecare la carne.

Il gastronomo Sada inizia a inscatolare la sua carne nel 1881. L’origine del nome deriva dall’omonina pregiata razza bovina originaria della valle del Simme (Oberland Bernese Svizzera). Il figlio di Pietro Sada, Gino Alfonso Sada, fonda il celebre marchio nel 1923, sviluppando così l’intuizione del padre Pietro, pioniere della conservazione della carne in gelatina dal 1881.

Come già specificato, il nome si ispira alla razza bovina Simmental, già nota nel medioevo per la sua carne e per il latte. Gino Alfonso Sada fonda l’azienda come detto nel 1923 e quando registra il marchio aggiunge la lettera “h” finale esclusivamente per motivi commerciali.
La svolta pubblicitaria avviene quando il bollito in scatola viene offerto allo svizzero Gondrand per la trasvolata delle Alpi in mongolfiera. Il successo mediatico di quella promozione è immediato! La produzione della carne Simmenthal dal 1951 avviene nello storico stabilimento di Aprilia (LT). Una delle chiavi importanti per l’enorme successo del prodotto è la pubblicità.

Nelle famose pubblicità della Simmenthal nei caroselli degli anni ’60, molti volti celebri interpretano gli spot della carne in scatola: gli attori Walter Chiari e Sylva Koscina (protagonisti di celebri scenette dirette da Luciano Emmer). Altro interprete del marchio negli anni ’60 e ’70 è il presentatore Pippo Baudo. La Simmenthal diventa un pilastro del boom economico italiano e oltre alla pubblicità lega il suo nome a storiche sponsorizzazioni sportive (come il Basket Olimpia Milano o nel calcio Il Simmenthal Monza).
Nel 1979 la multinazionale General Food (che confluirà in Kraft) acquisisce l’azienda, che in questo modo perde temporaneamente la proprietà italiana. Il ritorno in Italia avviene nel 2012, quando il marchio viene acquistato dal colosso italiano “Bolton Group” che ne detiene tuttora la gestione e lo mantiene leader di mercato in Italia.
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