Le piramidi di Montevecchia: Egitto o Brianza?
Scritto da Rebecca Bazzi il 9 Settembre 2026
Colline o piramidi? Questo è il mistero che avvolge le cosiddette “piramidi di Montevecchia”, formazioni collinari simili per caratteristiche alle piramidi di Giza.

Le piramidi di Montevecchia si trovano nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle Curone e sono state scoperte nel recente 2001, a seguito di un’osservazione satellitare effettuata dall’architetto Vincenzo Di Gregorio. La piramide più a Sud è la “Collina dei Cipressi”, così chiamata grazie allo spiazzo sulla sua sommità circondato da grandi cipressi, mentre la piramide al centro è nota come “Belvedere Cereda”, denominazione assegnatale in merito al panorama di cui si può godere dal suo punto più alto. La terza e ultima piramide è la più nascosta, difficile da individuare a causa delle querce che la ammantano.
Si tratta quindi di tre colline ricoperte di vegetazione e all’apparenza del tutto naturali. Eppure è proprio la loro origine a far discutere. Se l’inclinazione comune a tutte e tre e le dimensioni pressoché uguali fanno pensare a qualcosa di più di una casualità dettata dalla natura, a rendere la questione ancora più enigmatica sono i risultati degli studi condotti da Di Gregorio: le colline a forma piramidale parrebbero estremamente simili alle piramidi di Giza per disposizione e orientamento astronomico. Il loro posizionamento in linea retta richiama l’ordine delle stelle centrali della costellazione di Orione – Alnitak, Alnilam e Mintaka -, ricalcato anche dalle piramidi egizie di Cheope, Chefren e Micerino.
Negli anni, le piramidi di Montevecchia sono state oggetto di misurazioni che ne hanno accertato l’intervento umano; questo ha dato origine a diverse teorie sulla loro funzione e datazione. Secondo la tesi più quotata, esse sarebbero state modellate e utilizzate per scopi astronomici: le misurazioni dell’astronomo e astrofisico Adriano Gaspani indicano la nascita delle piramidi come santuari volti a calcolare i cicli lunari e le eclissi, dati fondamentali su cui le civiltà antiche basavano l’organizzazione della propria attività agricola. A confermare l’ipotesi è la composizione del terreno della zona, nota come “Prati Magri” per via della sua scarsa attitudine alla coltivazione, che porta a escluderne l’utilizzo agricolo.
Per quanto riguarda un’indicativa epoca di realizzazione, la stima si aggira dai tre ai diecimila anni fa, un intervallo frutto di calcoli relativi alla comparsa delle prime forme di agricoltura – circa undicimila anni fa – e alla presenza celtica nel Nord Italia a partire dal VII secolo a.C.
















