Mappa dei luoghi più sinistri del lecchese

Scritto da il 3 Ottobre 2026

Siamo ufficialmente entrati in ottobre: con l’inizio del mese di Halloween non possiamo non portarvi alla scoperta di alcuni dei luoghi più misteriosi e sinistri della provincia di Lecco.

Villa de Vecchi

Nota anche come “Casa rossa” o “Villa delle Streghe”, la dimora ottocentesca fungeva un tempo da residenza estiva della famiglia de Vecchi, protagonista – a quanto si dice – di una delle oscure tragedie legate alla villa a cui le autorità non sarebbero riuscite a dare una spiegazione. Sono proprio le vittime di questi suicidi e omicidi poco chiari al centro delle leggende sui fantasmi che infesterebbero la villa.

Lo stato di rovina, l’aspetto spettrale e le storie di occultismo, messe nere e riti esoterici negli anni successivi al suo abbandono alimentano l’alone di mistero che rende la Casa Rossa uno dei luoghi abbandonati più inquietanti al mondo.

Pónt di Strìi

Come si può dedurre dal soprannome assegnato alla vicina Villa de Vecchi – Villa delle Streghe – il passato della Valsassina si intreccia a racconti ancestrali di streghe, antichi riti, superstizioni e malvagie forze della natura. Gli stessi archivi storici e le cronache locali risalenti al periodo tra il XV e il XVII secolo documentano processi per stregoneria e malefici in valle.

Tra i cücher (luoghi in cui si crede si radunassero le streghe) presenti in territorio valsassinese, vi era un tempo il sinistro Pónt di Strì a Primaluna. Oramai crollato, si narra che chiunque vi passasse potesse avvertire un sussurro, un fremito, un brivido improvviso. E nessuno osava mai fermarsi.

Piana di Tartavalle

Figura mitologica del folklore valsassinese è la Bissaga, detta anche “Strega di Tartavalle”. Alla fattucchiera viene attribuita la scoperta delle proprietà magiche di un’acqua minerale e curativa nella piana di Tartavalle. Fu tale intuizione che le valse l’accusa di stregoneria e la condanna al rogo.

La leggenda racconta di come il suo spirito infesti la piana, danzandovi ancor oggi nelle notti di luna piena.

Cà del Diavol

A rendere la Cà del Diavol uno dei siti più curiosi della nostra provincia sono le voci di paese che la dipingono come teatro di riti satanici, oltre agli affreschi che adornano il suo livello più alto, rappresentanti figure mitologiche e allegoriche.

Villa Sormani Marzorati Uva

A Missaglia si trova Villa Sormani Marzorati Uva, dimora storica di origine medievale che nasconde tanti misteri. Tra le mura di una delle più belle ville della Brianza lecchese – nota per il suo valore storico e artistico – pare si nascondano dei fantasmi. Le testimonianze di chi ha avuto il privilegio di essere ospite del Conte e della Contessa Uva, che ancora abitano la residenza, parlano di fenomeni paranormali e presenze spettrali.

Villa Arbusta

Sulla sommità del Monte di Sirone sorge Villa Arbusta, struttura del XVIII/XIX secolo abbandonata e trascurata a partire dai tardi anni ’70. Non è il solo stato di decadenza a farne una meta intrigante per gli appassionati del mistero, ma anche la presunta manifestazione di presenze eteree – quali spiriti e fantasmi – che si aggirerebbero tra le sue mura diroccate.

Castello di Vezio

Ogni angolo del Castello di Vezio, suggestiva rocca a Varenna, è infestato dagli spettri. E sebbene i “fantasmi di Vezio” altro non siano che singolari statue di gesso che ogni anno popolano il castello, le installazioni vogliono richiamare le storie locali sul fantasma della regina Teodolinda, che vagherebbe inquieta tra le mura dell’antica struttura.

Consonno

Nel 1976 il borgo di Consonno, “Las Vegas della Brianza” e “Città dei Balocchi”, fu vittima di una frana che distrusse l’unica strada che collegava il paese al resto del mondo, rendendolo inaccessibile e condannandolo al suo inesorabile declino. La condizione di dormiente città fantasma ha dato origine a leggende metropolitane sulla presenza di spettri e presenze paranormali.


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